SUZ - Lacework (Irma, 2015)

Scritto da  Lunedì, 12 Ottobre 2015 

"Lacework" è opera onesta e apprezzabili risultano gli sforzi profusi da Suz di dare originalità al suo lavoro in inglese

 

Genere: Alternative, electronic, post punk
Voto: 6,5/10

"Lacework", terzo cd di Susanna La Polla, artisticamente conosciuta come Suz, esce in questi giorni per Irma Records, istituzione discografica bolognese. Suz, attiva come vocalist fin dall’inizio dei Novanta del secolo scorso, ha finora spaziato tra generi e sottogeneri entrando a far parte di progetti ragamuffin, trip hop, techno dub e jazz, perfino. Le esperienze acquisite dalla bolognese fino ad oggi intridono marginalmente, ma è forse solo la prima impressione di chi lo ascolta, il suo nuovo disco. In questo "Lacework", a dominare è, casomai, una certa qual voglia di sperimentare che si accompagna all’impiego di residuali sfumature di post punk femminile di memoria non recentissima.

Le musiche, a tratti sideree, liquide, o arricchite da godibili melodie e da accattivanti esotismi scorrono ariose, rapide e sorprendentemente lievi. Rigorosamente in inglese le liriche. "Lacework" è opera onesta e apprezzabili risultano gli sforzi profusi da Suz al fine di conferire originalità a un lavoro all’interno del quale risaltano complessi intrecci armoniosi tra voce e musica. I brani vengono suonati con una strumentazione tutto sommato minimale e con un non esagerato ne esasperante utilizzo degli effetti elettronici. Un album che merita attenzione, in definitiva, nonostante l’incomprensibile scelta dell’autrice di comporre e di cantare i testi delle dieci canzoni in lingua inglese.


TRACKLIST:
1. Billie
2. Pure Rapture
3. King of Fools
4. The Abacist
5. Wall of Mist
6. Wide Blue Yonder
7. Anthemusa
8. Lethe
9. Test of Gold
10. Still Water


Articolo di: Giovanni Graziano Manca
Grazie a: Sfera cubica
Sul web: shapeofsuz.it

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