SOFTLOUD - Emotional Anatomy (Autoproduzione, 2012)

Scritto da  Mirko Ledda Giovedì, 23 Agosto 2012 

SOFTLOUD - Emotional Anatomy“Emotional Anatomy” è il secondo viaggio musicale dei SoftLOUD, all’insegna del contrasto fra volere e potere.

 

 

 

 

Genere: pop rock

Voto: 6.5/10

Ascolta anche: Hoobastank, Sick Puppies

 

A primo impatto l’album dei SoftLOUD può risultare attraente, un po’ vago e, passatemi il termine, opaco. Non riesce insomma a far brillare i tre rocker cagliaritani e le loro nuove undici tracce.

Non lasciatevi ingannare però. “Emotional Anatomy” è un lavoro che cresce dopo ogni ascolto e, nonostante la quasi totale assenza di melodie e linee vocali veramente catchy, ha il potenziale per entrare nella vostra classifica personale.

Potenziale, appunto. La produzione del disco, un po’ per scelte stilistiche non troppo azzeccate un po’ per probabile mancanza di mezzi, risulta inadeguata alle capacità espressive della band. In un panorama musicale che ci ha abituati a registrazioni home-made di alta qualità “Emotional Anatomy” risulta quasi anacronistico nelle sue imperfezioni, difetti che comunque attestano la sua genuinità.

Il sound - a tratti un po’ troppo sporco ma mai davvero pesante – ricorda un modo di fare musica tipico di un’era in cui internet era solo un sogno lontano e richiama in qualche modo i primi esperimenti grunge d’oltreoceano. E oltreoceano è proprio la parola chiave per descrivere l’album, di ispirazione marcatamente statunitense. Sorge il dubbio che se il trio fosse nato in un altro continente avrebbe potuto avere più riscontro di pubblico e sarebbe stato notato con facilità da qualche major.

Chiariamoci: il genere che i SoftLOUD propongono non è niente di innovativo, ma il loro approccio a questa musica li rende una spanna sopra tanti altri emergenti. Testi e musica vanno sempre in perfetta sincronia e nella sua omogeneità l’album ci racconta due cose del gruppo: sono dei sognatori e hanno le carte in regola per poter fare una lunga carriera (magari non in questo paese, ma questo è un altro discorso).

Fra tutte le canzoni svetta “Before Anyone”, che potrebbe essere tranquillamente un buon singolo di lancio a livello internazionale. Si tratta di una ballatona rock che richiama le atmosfere di Iris dei Goo Goo Dolls. Pur essendo forse il pezzo più commerciale dell’intero lavoro, non manca di credibilità e profondità.

Fiore all’occhiello che fa guadagnare punti alla band sono le doti comunicative che si estendono al di fuori dell’album. Il packaging professionale e le mille estensioni sul web dove i SoftLOUD vantano una vasta presenza risultano curati e mirati a facilitare al grande pubblico la scoperta della loro dimensione.

Terrò d’occhio questo gruppo, che necessita di una crescita per pulire le sbavature che ancora ne limitano l’incisività, e mi aspetto che inizino a esplorare gli estremi del proprio nome, facendo diventare quel Soft ancora più delicato e facendo uscire un dirompente LOUD che faccia impazzire anche quella fetta di pubblico che ha voglia di muoversi durante i concerti.

Purtroppo non sempre volere è potere, ma lavorando sodo si può stendere un ponte fra i due termini, per riuscire ad allineare aspettative e capacità, potenza e atto, sogno e musica.

 

 

TRACKLIST

1. Silence Is Better Than Words

2. Circle

3. Something New

4. Wrong

5. Before Anyone

6. Calf (Not Easy)

7. 3 A.M.

8. The Dreamer

9. I Feel

10. Thinking

11. Drifting

 

SOFTLOUD sono:

Cesare Borgazzi: voce, chitarre

Alessandro Corrias: basso

Gianmarco Mameli: batteria, tastiere

 

Articolo di: Mirko Ledda

Grazie a: Cristian Zuddas

Sul web: http://www.softloud.it - www.myspace.com/softloud - www.facebook.com/softloud.

 

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