SIMONE AVINCOLA - Il giullare e altre storie (Autoproduzione, 2009)

Scritto da  Giovedì, 03 Settembre 2009 
SIMONE AVINCOLA - Il giullare e altre storie (Autoproduzione, 2009)Simone Avincola, cantautore romano, traccia un parallelo in musica tra i tempi bui del Medioevo e il nostro presente (altrettanto buio!). Cantautorato di protesta che prende in prestito personaggi del passato come il Giullare, il Boia, il Re e il Nano di Corte.

 

 

 

 

 

 

Genere: Songwriter/Folk

 

Voto: 7.2/10

 

Ascolta anche: Guccini, De Andrè

 

 

 

“Viviamo in un’epoca oscura, per certi versi molto simile a quella del Medioevo. La verità è nascosta nelle cose che non ci dicono e continuiamo a credere a tutto ciò che ci propinano come notizie”.

 

 

 

Simone Avincola, giovane e promettente cantautore romano, traccia un parallelo in musica tra i tempi bui del Medioevo e il nostro presente (altrettanto buio!).

 

Le 11 canzoni di protesta racchiuse in “Il giullare e altre storie” non fanno altro che mettere l’accento su personaggi di tempi antichissimi ma oggi più che mai attuali: “Una volta giustiziavano i Giullari che si permettevano di sfottere il Re, oggi censurano e cacciano i comici che fanno satira”.

 

Portavoce di canzoni di protesta (tanto che la sua “Io Dico Basta” è stata pubblicata sul blog di Beppe Grillo e usata come inno del V-Day) Simone Avincola dipinge un songwriting semplice e d’effetto, con punte folk e incursioni fuori schema, come un menestrello d’altri tempi, ma spaventosamente moderno, dimostrando che la canzone d’autore è tutt’altro che morta.

 

Fedele alla linea di cantautori come Guccini e De Andrè, Simone Avincola apre il suo disco con “Il Giullare” (“Sul trono c’è un uomo cattivo, che uccide chi piange di fame, cha ha appesa mio nonno ad un ulivo…”).

 

Il Nano Di Corte” è una favola che sa di tempi passati, una grazia fuori dal comune, un rovo di spine graffia il cuore di chi ascolta. Da “Il Castello”, dove profumi di libertà si elevano tra le note, si passa a “Il Condannato”: “…Ma ora che io sono qui a contare gli ultimi attimi, piangi amore, piangi forte, tra la folla che contenta grida a morte!”. Splendida ballata dalle ore contate, ma da un cuore grande pieno zeppo di speranze.

 

Il Boia” è uno degli episodi di punta dell’intero disco. “Nero, nero, nero, come il cappuccio, come il pensiero. Scuro, scuro, scuro, taglio la vita in un colpo sicuro!”

 

Chiude “Il paese”: un grido di protesta per svegliare il nostro Paese dal dormiveglia generale in cui è piombato. C’è anche il tempo per il ritmo sostenuto, quasi raggae di “La Strega Di Portobello”.

 

Simone Avincola è un moderno Giullare che non si inchina: la sua musica è fatta per chi ha orecchie per ascoltare, affinché la gente si svegli dal torpore, per una presa di coscienza generale che non lascia scampo a interpretazioni alternative.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRACKLIST

 

1. Il Giullare

 

2. Il Nano Di Corte

 

3. Il Viandante

 

4. Il Castello

 

5. Il Condannato

 

6. Il Boia

 

7. Il Re

 

8. La Strega Di Portobello

 

9. Oltre Il Cancello

 

10. Il Paese

 

11. Io Dico Basta (bonus track - pubblicata su beppegrillo.it)

 

 

 

Hanno suonato:

 

Simone Avincola: voce, chitarra, armonica

 

Edoardo Petretti: tastiere, fisarmonica, glockenspiel, percussioni

 

Matteo Alparone: basso elettrico

 

 

 

Articolo di: Ilario Pisanu

 

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Grazie a: Simone Avincola

 

Sul web: www.myspace.com/simoneavincola

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