SHARAZAD - Sharazad (Lady Blue Records, 2015)

Scritto da  Martedì, 06 Ottobre 2015 

L'obiettivo di unire influenze rock e sperimentali per ricreare un unico sound compatto e personalizzato, come a voler mettere insieme più voci narranti per ricreare un racconto, sembra riuscito nell'Ep degli Sharazad

 

Genere: Sperimentale
Voto: 7/10


Nella celebre raccolta di racconti della “Mille e una notte” Sharazad, una cortigiana figlia del Gran Visir, decide di sacrificarsi per porre fine alla tirannia di un malvagio re il quale, essendo stato tradito da una delle sue mogli, uccide sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze. Così la bella e intelligente ragazza decide di offrirsi volontariamente come sposa al sovrano, avendo escogitato un piano per placare l'ira dell'uomo: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. E proprio come la protagonista di questa storia, il primo, omonimo Ep degli Sharazad, band emergente della provincia di Milano, fornisce all'ascoltatore quattro tracce, rilasciate per la Lady Blue Records, profondamente stratificate e dalla forte componente narrativa, quasi come se facessero parte di un unico racconto destinato ad evolversi man mano che queste si susseguono.

L'importanza del narrare traspare in grossomodo tutte le tracce dell'Ep, ma in particolare “Dinamiche” e “Il Male che fa” rispecchiano maggiormente questo lato trascinante e coinvolgente della band, in grado di costruire una solida e robusta melodia dallo stampo rock classico mentre “Agosto” e “Arvo” si distinguono per la struttura meno rock-oriented e proiettata maggiormente verso il lato alternative/sperimentale del complesso. Traccia di chiusura, la sopracitata “Arvo”, è caratterizzata da una forte impronta drone/elettronica che sembra voler chiudere un ciclo combattuto, fatto di caos e quiete, generando una melodia minimalista e disarmante, in grado di ricreare un paesaggio onirico e sospeso. L'obiettivo di unire varie influenze per ricreare un unico sound compatto e personalizzato, come a voler mettere insieme più voci narranti per ricreare un racconto, sembra riuscito. Un ascolto consigliato a chiunque cerchi un sound sperimentale che non si discosti troppo dalla struttura tipica del rock ma che invece si fa forte di una propria indipendenza narrativa e permette di identificarsi in un preciso campionario di immagini e sensazioni.


TRACKLIST:
1. Dinamiche
2. Il male che fa
3. Agosto
4. Arvo


SHARAZAD sono:
- Alessandro Moroni: chitarra elettrica, effettistica, synth, mandolino
- Diego Defranco: chitarra elettrica, tastiere, synth, batteria, voce
- Federico Uluturk: chitarra elettrica e acustica, basso, synth, organetto, voce


Articolo di: Gabriele Ursini
Grazie a: Blob agency
Sul web: facebook.com/Sharazad-660207720791668

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