SEBASTIANO DE GENNARO - All my robots (MeMe, 2015)

Scritto da  Lunedì, 26 Ottobre 2015 

Deliri di onnipotenza ed eccentrica erudizione in "All my robots" di Sebastiano De Gennaro

Genere: Avanguardia, strumentale
Voto: 4,5/10


I concept album, dai primi esempi cantautorali fino ai nostri giorni, hanno la peculiarità di catturare nel profondo solo alcune sensibilità, rimanendo totalmente incompresi dalla maggiorparte degli ascoltatori. Tuttavia, quando a ciò si aggiunge la pretesa di tributare ad Isaac Asimov, uno dei massimi divulgatori scientifici e fantascientifici, un progetto elettronico d'avanguardia, si rischia di eccedere nell'assurdo. Sebastiano de Gennaro, acclamato multipercussionista, sceglie questa strada per comporre il suo secondo disco, il primo contenente tracce interamente originali, dimostrando oltre ad un notevole coraggio, una buona dose di sfacciataggine nel presentarsi al panorama discografico italiano con una prospetto così pretenzioso.

L'ascolto in sé non risulta banale, l'esercizio avanguardista delle tastiere nella traccia d'apertura introduce uno stile essenziale che farà da sfondo all'intera opera, subendo strada facendo saturazioni di notevole peso acustico. E' sufficiente una leggera dissolvenza per far piombare l'ascoltatore nel bombardamento elettronico e percussionistico di “Musica ricercata”, traccia separata in quattro movimenti che lascia cogliere la passione per il sound math metal edulcorato da riff minimali in stile cartoon. Il titolo riporta alla raccolta di György Ligeti, compositore ungherese decisamente sconnesso dai flussi martellanti e caotici di De Gennaro.

“Ornithology”, al contrario riporta ad un ambiente disteso, dove a suoni naturali sono giustapposte pennellate elettroniche e trilli antropici, creando un effetto straniante, amplificato dal trittico degli “Ultra Taro”, composizioni apparentemente aleatorie che accostano un'impressionante varietà di strumenti e tecniche compositive, destabilizzando l'intera opera che, mettendo troppa carne al fuoco e amplificando l'obbiettivo “concept”, eccede il concept stesso. In dirittura d'arrivo il compositore cala l'ultimo asso citazionistico (rischiando di abusarne) in “Viaggio sulla Luna”, in cui condensa l'essenza del proprio tributo ad Isaac Asimov, riuscendo ad emozionare e coinvolgere, ma non traendo una tangibile ispirazione dall'autore.

Nel complesso il disco lascia con l'amaro in bocca, agrodolce il preludio di Bach in chiusura, ricordando la personalità poliedrica del compositore e polistrumentista ed evidenziando, con un improbabile volo pindarico, una notevole originalità e autoreferenzialità artistica, (talvolta) a discapito della qualità.


TRACKLIST:
1. Zeiss Telescope
2. Musica ricercata IV
3. Musica ricercata III
4. Musica ricercata I
5. Musica ricercata II
6. Musica ricercata V
7. Ornithology
8. Ultra Taro I
9. Ultra Taro II
10. Ultra Taro III
11. Viaggio nella luna
12. Preludio

Articolo di: Alessandro Rigo
Sul web: sebastianodegennaro.com

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