ROBBIE WILLIAMS - Bodies (EMI, 2009)

Scritto da  Eugenio Iannetta Lunedì, 26 Ottobre 2009 

robbie williamsIn attesa del nuovo disco, “Reality Killed The Video Star”, Robbie Williams torna con il primo singolo estratto, “Bodies”, orecchiabile, stile anni ’80.

 

 

 

Genere: Pop-rock

Voto: 6.5/10

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In attesa del nuovo disco, “Reality Killed The Video Star”, in uscita il 9 novembre, Robbie Williams torna con il primo singolo estratto, “Bodies”, orecchiabile, stile anni ’80.

Per carità, niente di eccezionale, ma comunque un brano ben fatto, che si ascolta con piacere. Un richiamo agli ultimi anni del secolo appena trascorso, con un ritmo vagamente riconducibile all’elettronica dei Depeche Mode.

Robbie Williams non è mai stato considerato un esempio per la sua spiritualità, anzi, di lui esternamente si potrebbe pensare esattamente l’opposto. In questo singolo, che anticipa l’album contenente altre dodici canzoni, però possiamo scorgere una nota di celebrazione alla figura di Dio. In alcuni passaggi addirittura spiccatamente marcata.

God save me rejection/From my reflection/I want perfection” (“Dio mi ha salvato dalle mie riflessioni, voglio la perfezione”), letto così sembrerebbe un avvicinarsi alla spiritualità, anche se poi bisognerebbe veramente leggere tra le righe. Cosa difficile, perché tra le righe può leggere solo l’autore.

“Bodies” è un brano intenso ma con un ritornello facilmente assimilabile, con sonorità retrò dal gusto vintage. Al lancio del singolo ha fatto seguito un bel videoclip registrato nel desetro del Mojave, in California.

Quello che mi colpisce è la capacità con cui si fondono in questa canzone canti gregoriani, sezioni d’archi ed elettronica. Forse non è semplice dare un senso a versi come “Bodies in the Bodhi tree/Bodies making chemistry/Bodies on my family/Bodies in the way of me/Bodies in the cemetery/ And that’s the way it’s gonna be” (“Corpi nell’albero di Bodhi , corpi che fanno chimica tra di loro, corpi sulla mia famiglia, corpi nella mia via, corpi nel cimitero, e così sarà per sempre”), perciò un senso non provo nemmeno a cercarlo. Resta il fatto che l’attesa durata tre anni ci regala adesso un buon lavoro, aspettando il piatto ricco del nuovo disco.

 

Articolo di: Eugenio Iannetta

Grazie a: Miriam Fabiano, Ufficio Stampa EMI Music Italy

Sul web: www.robbiewilliams.comMySpace

 

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