PROGETTO PANICO - Cattivi tutti quanti (Tirreno Dischi, 2016)

Scritto da  Mercoledì, 27 Aprile 2016 

"Cattivi tutti quanti": un disco arrabbiato, melodico, da ascoltare e da ballare. Un disco d'amore dove le canzoni "punkromantiche" sono tante, la musica (blasfemia!) non conta quasi niente e... e madonna che bell'album

Genere: Pop Punk
Voto: 8.5/10


"Cattivi tutti quanti" all'inizio non stupisce. La title track, in fin dei conti, è una canzonetta senza pretese con quattro volgarità in rima a indicare la banalità del male e del nostro vivere "copia incolla", con l'aggiunta di un coretto tutto maschio che sembra concepito per mostrare il fianco a critiche sul gusto. Ma già sull'ultima frase, quando la voce femminile di "Non si sa chi" recita: "Con la testa fra le mani", la canzone assume un'aria cupa, non tanto malinconica e sofferta quanto proprio disperata, un mantra negativo e malefico da recitare con gli occhi chiusi, per poi addormentarsi sconfitti. E, in un micro secondo, il nostro scetticismo evapora e ci si rende conto che sta per giungere qualcosa di grosso.

E infatti arriva "Luca", seconda traccia, e sembra di stare davanti al grande Gian Maria Accusani, in piena zona Sick Tamburo, e i coretti maschi sono ancora là dietro, a ricordarci che tutto è a portata di mano, reale, banale ma vero. Arriva "Stand by" che sembra scritta da Johnny Marr nell'intro e da Mogol-Battisti nella frase che lancia il ritornello. Ah, no, scusate: quella è proprio una citazione da "Anima Latina". Bello che quell'album così strano degli anni '70 piaccia anche a qualcun altro oltre a me. Aspetto un richiamo a "far l'amore tra le vigne". Non arriva. Ma c'è "Paga" che avrà un significato arcano e recondito che mi sfugge. Quello che non mi sfugge, che mi acchiappa è il ritmo che sembra imporre un pogo di quelli sanguinosi. Un grido di guerra con tanto di dissonanze fiammeggianti alla chitarra.

Poi si entra nella finta calma di "Tavor", nel dispiacere declinato in termini chimici, dove quel sarcastico "aspetta che mi informo" accoltella l'anima sensibile all'ascolto, se mai ce ne fosse ancora una. E poi "Rivoluzione", storia d'amore che richiama la dolcezza di "If I ever feel better" dei Phoenix prima di strapparti le orecchie con un altra aggressione punk. "Luna non sa" che si sdraia nel fantabosco a cantare una filastrocca sotto il grande albero delle mele fatate. Meno male che c'è sempre un po' di volgarità o goliardia a farci capire che non siamo andati via. Siamo sempre con i Progetto Panico fino in fondo, "a scrivere messaggi interminabili" là dove "Una virgola" cambia il senso delle cose e dove si scopre che "Nudi si è ridicoli" ma si è incontestabilmente liberi. E poi c'è la mia preferita, "Trent'anni": la dolcezza, il punk da strillare ubriachi attorno al fuoco del campeggio mentre gli altri guardano e ascoltano quelle vocali sgraziate, sbilanciate, slogate, vomitate verso un cielo che rotea senza fine sotto effetto di chi sa cosa.

"Cattivi tutti quanti": un disco arrabbiato, melodico, da ascoltare e da ballare. Un disco d'amore dove le canzoni "punkromantiche" sono tante, la musica (blasfemia!) non conta quasi niente e... e madonna che bell'album.


TRACKLIST:
1. Cattivi tutti quanti
2. Luca
3. Stand by
4. Paga
5. Tavor
6. Rivoluzione
7. Luna non sa
8. Una virgola
9. Nudi si è ridicoli
10. La musica non conta quasi niente
11. Trent'anni


PROGETTO PANICO sono:
- Enrico Carletti: chitarra, voce
- Leonardo Mariani: batteria
- Luca Benedetti: basso
- "Non si sa chi": voce


Articolo di: José Leaci
Grazie a: Giulia Elefanti
Sul web: facebook.com/progettopanico

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