PORTISHEAD - Third (Island, 2008)

Scritto da  Ilario Pisanu Giovedì, 19 Giugno 2008 

Il trio di Bristol, esponente massimo del Trip-Hop, torna ad un album in studio dopo ben dieci anni. Cambio di sound prevedibile, ma stessa magia di un tempo. O quasi.

 

 

Genere: Trip Hop

Voto: 7/10

Ascolta anche: Tricky, Massive Attack, Goldfrapp

 

Il trio di Bristol, esponente massimo (insieme ai Massive Attack) del Trip-Hop, torna ad un album in studio dopo ben dieci anni, con alle spalle due album che hanno fatto epoca: “Dummy” e l’omonimo “Portishead”.

Essendo “Thrid” il loro terzo album, mai titolo fu più azzeccato.

“Third” si sgancia decisamente dal resto della loro produzione, e questo pare essere chiaro: è passato davvero troppo tempo per poter riproporre la vecchia “minestra” riscaldata.

Pulsazioni al limite dell’industrial e chitarre, fanno di questo lavoro un album difficilmente digeribile, coraggioso, lugubre e asciutto.

Su tutto campeggia sempre magnifica la bellissima voce di Beth Gibbons, destreggiatasi in passato in interessanti progetti musicali alternativi.

Scordatevi gli scratch di “Only You”, i campionamenti feroci e i loop ripetitivi. Qui si respira aria notturna e inquietudine, che si palesa immediatamente in “Silence”, eccentrico brano di apertura. Battiti quasi tribali introducono “Hunter”, ballata afrodisiaca e stridente.

“The Rip” è angelica, sognante, quasi una Enya o una Kate Bush d’altri tempi. Il finale si elettronicizza a sorpresa. Ottima.

Si ritorna ai bei vecchi lamenti e al vecchio e sano trip-hop con “Plastic”, sbucata magicamente da qualche cassetto dimenticato, mentre “Deep Water” ha un sapore contry/folk decisamente stonante.

Il singolo “Machine Gun” riporta i battiti e le pulsazioni alle stelle: il titolo è chiaro. Pallottole che arrivano al cuore. Suono martellante, atipico, che va contro le leggi del mercato discografico.

Chiude “Threads”, ballata che si infervora nel finale.

Insomma, “Third” ha il vero e unico pregio di averci permesso di riascoltare nuovamente i Portishead, proprio quando le speranze si affievolivano di giorno in giorno. Cambio di direzione prevedibile, con l’abbandono dei ritmi down-tempo e l’introduzione di chitarre.

Il risultato è godibile, ma da assimilare col tempo.

Avremo altri dieci anni per ascoltarlo?

 

 

 

TRACKLIST

1. Silence

2. Hunter

3. Nylon Smile

4. The Rip

5. Plastic

6. We Carry On

7. Deep Water

8. Machine Gun

9. Small

10. Magic Doors

11. Threads

 

 

Video Machine Gun

 

 

PORTISHEAD sono:

Beth Gibbons, Adrian Utley e Geoff Barrow

 

Articolo di: Ilario Pisanu

Sul web: MySpacewww.portishead.co.uk    

 

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