PARADOX - Electrify (AFM, 2008)

Scritto da  Fabrizio Allegrini Sabato, 07 Giugno 2008 

Lontani ormai dai meccanismi del mainstream commerciale, soltanto sfiorato in passato, nell’ultimo “Electrify” i Paradox mantengono fede alle proprie radici, facendo propri tutti quegli elementi che da sempre hanno caratterizzato la proposta della band e dei suoi illustri predecessori.

 

Genere: Thrash Metal

Voto: 7.5/10

Ascolta anche: Metallica, Anthrax, Testament

 

Fedeli alla tradizione, fortemente dediti alle sonorità classiche della Bay Area, esponenti autorevoli della scena trash metal tedesca. I Paradox nascono a Norimberga nel lontano 1986, grazie alla vivace intraprendenza del fondatore Steinhauer e del suo amico Blaha, entrambi reduci da una lunga ed estenuante trafila nel circuito underground di Wurzburg in Baviera. L’esordio discografico avviene appena un anno dopo con la Roadrunner: incensato all’unanimità da stampa e colleghi, “Product of Imagination” sembra segnare la strada verso il successo, quello delle bands più blasonate dell’epoca come Metallica e Halloween. Il successivo album “Heresy” conferma senza troppe incertezze le aspettative di pubblico e etichetta, catapultando il gruppo tra le realtà più interessanti e degne di nota del panorama metal europeo. Il progetto, tuttavia, si interrompe bruscamente - ma non senza preavviso - nei primi anni novanta, a causa di continui rimaneggiamenti di line-up e laceranti fratture interne, cosa che fa perdere definitivamente alla band la meritata consacrazione internazionale. Segue una lunga pausa forzata di quasi dieci anni.

Steinhauer torna nel 2000 insieme a Pasemann e ai fratelli Holzwarth per riprendere il discorso interrotto: nello stesso anno esce “Collision Course”, un’autentica sorpresa in una scena oramai inebetita dal power metal inflazionato di quegli anni. Sembra essere l’ennesimo trampolino di lancio, lo spunto giusto per un inatteso trash revival, e invece si trasforma ancora in un tremendo incubo: una dolorosa sequenza di lutti familiari costringe Steinhauer al ritiro imposto, così come una grave patologia che lo trascinerà più volte sotto i ferri. Miracolosamente, però, pochi anni dopo la tragedia il gruppo torna nuovamente a incantare.

Lontani ormai dai meccanismi del mainstream commerciale, soltanto sfiorato in passato, e mai sulla scia degli opportunismi e delle mode di rapido consumo, nell’ultimo “Electrify” i Paradox mantengono fede alle proprie radici, custodendo l’eredità dei suoi illustri predecessori e facendo propri tutti quegli elementi che da sempre hanno caratterizzato la proposta della band. Predomina un articolato speed/trash alternato a escursioni più tipicamente power, un’equilibrata fusione del meglio della produzione dei primi Metallica e dei Megadeth degli esordi con la potenza e la velocità di alcuni tra i migliori gruppi della scena teutonica anni ottanta come Sodom e Kreator. Cavalcate di rara potenza come “Monument”, l’open-track “Second Over Third by Force” e la title-track “Electrify” si contrappongono a episodi più introspettivi e dalla marcata vena melodica come “Portrait in Grey” e la raffinata power ballad “Cyberspace Romance”.

“Electrify” è veramente un ottimo prodotto, finemente confezionato, un disco solid, che difficilmente farà gridare al capolavoro ma che troverà di sicuro una collocazione appropriata tra i migliori album di sempre del suo genere.

 

 

 

 

TRACKLIST

1. Second over Third by Force

2. Paralyzed

3. Monument

4. Portrait in Grey

5. Hyperspeed Hallucinations

6. Bridge to Silence

7. Infected

8. Disconnected

9. Cyberspace Romance

10. Electrify

 

PARADOX sono:

Charly Steinhauer: voce, chitarra

Kai Pasemann: chitarra

Olly Keller: basso

Roland Jahoda: batteria

 

Articolo di: Fabrizio Allegrini

Grazie a: Kizmaiaz

Sul web: www.paradox-bangers.de - www.afm-records.de

 

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