PAOLO SAPORITI - Bisognava dirlo a tuo padre che... (OrangeHome Records, 2015)

Scritto da  Martedì, 26 Maggio 2015 

Paolo Saporiti: la poesia come rimedio all'abisso dell'abbandono

Genere: Sprofondo del cantautore
Voto: 7/10


È l'ora della poesia: arriva Paolo Saporiti e ci lascia tutti di stucco, paralizzati dalla sincerità che emana: "Bisognava dirlo a tuo padre che a fare un figlio schizofrenico avremmo creato tutta questa sofferenza". La sua scrittura lo spoglia e lo mettendo a nudo, scoprendo senza pudore né pietà i perché del malessere affettivo dell'autore in oggetto.

La radice di tutto si rivela essere l'abbandono. Prendendo in contropiede tutta la psicologia, il nostro autore si sdraia sul divanetto freudiano dell'arte e racconta la disgrazia di non essere stato amato, di essere stato abbandonato, di non sapere quindi lui più amare, di avere paura di perdere qualcuno e di come tutte queste paure si rafforzino una con l'altra, grattugiando, nel mentre, la nostra più che ben disposta pazienza.

Dopo che ci siamo fatti i fatti suoi per sei canzoni, il poeta ce le fa risentire, arrangiate in maniera differente, conscio lui del fascino evocativo delle stesse (tracce), stravolti noi da cotanto malessere testimoniato in così poco tempo e con tale dolcezza vocale. Perché un paio di cose bisogna aggiungerle su questo triste autore: ha una voce bellissima che richiama Pacifico (con più timbro e più coraggio) e ha un talento musicale netto, che nemmeno l'angoscia di cui è intriso l'album riesce a nascondere. Ne sono prova gli arrangiamenti colmi di fiati e minimalismi, la curiosità e il rispetto che suscita il primo ascolto di "A modo mio", la grande invenzione del ritornello di "Per l'amore di una madre".

Vorremo sapere tutto di lui, anche senza il mero tramite musicale. Basterebbe spiarne il diario segreto, se ne ha uno sotto il cuscino, o magari il suo facebook, che ho linkato in fondo. Giustamente emulo di De André, che piace a noi quanto a lui, lo ringraziamo d'aver composto questo album dal chilometrico titolo perché con il medesimo, Paolo Saporiti si rivela un artista speciale, un cantante di grazia, un poeta sincero con il lieve difetto di appesantire l'atmosfera sonora un po' troppo. Ma questo è il suo limite musicale e, per godere delle virtù, dobbiamo accettarne anche i vizi.


TRACKLIST:
01. A modo mio
02. In costante naufragio
03. Figlio di madre incompleta
04. Io non resisto
05. Per l'amore di una madre
06. Hotel Supramonte


Hanno suonato:
- Paolo Saporiti: voce, chitarre
- Roberto Zanisi: bouzouki, dobro
- Luca Pissavini: basso, contrabbasso
- Cristiano Calcagnile: batteria
- Raffaele Kohler: tromba, flicorno
- Armando Corsi: chitarra


Articolo di: José Leaci
Grazie a: Fleisch
Sul web: paolosaporiti.com - facebook.com/pages/Paolo-Saporiti/268376037439

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