NON GIOVANNI - Ho deciso di restare in Italia (Irma records, 2014)

Scritto da  Giovedì, 13 Novembre 2014 

Il disco di esordio di Non Giovanni, "Ho deciso di restare in Italia", abbina alle orecchiabili melodie alla Lucio Battisti un sound fresco che combina synth e archi.

Genere: cantautorale
Voto: 7,5/10


Non Giovanni rende molto semplice la vita a noi recensori. Perché diciamocelo chiaramente, cercare nei nuovi album i riferimenti che già conosciamo è molto rassicurante. E lui il suo "Ho deciso di restare in Italia" lo ha disseminato di citazioni. Dalla copertina ispirata a "Le vacanze intelligenti" di Alberto Sordi alle melodie in cui si intravede la filigrana di Lucio Battisti, Rino Gaetano e chi più ne ha più ne metta.

E lui su questo fatto ci gioca, come dimostra il suo primo singolo "Io sarò famoso", dove ci percula ricordandoci che "Quegli occhi ma dove li ho visti, ricordi Branduardi o Battisti", "Quei ricci che porti con te ricordano Fabi o Gazzè" e "L’altra sera uscendo da un locale mi hanno detto: 'Somigli a Cocciante'" per poi confessarci che "Se proprio devo scegliere qualcuno/sostituisco Caparezza quando ha l’influenza" (tra l'altro suo conterraneo, visto che anche lui è pugliese, di Grottaglie).

Ma Giovanni Santese, questo il suo nome all'anagrafe, per fortuna non si ferma ai suoi modelli, qualunque essi siano davvero. Sulle fondamenta di cantautorato chitarra e voce innesta infatti due doti rare: la capacità di azzeccare melodie orecchiabili senza per questo trasformarle in banali canzonette pop e un sound fresco e diretto, che abbina sapientemente l'elettronica e gli strumenti suonati, i synth e gli archi. I pezzi più riusciti, in questo senso, sono, oltre al già citato singolo "Io sarò famoso", "Ma pensa" e l'irresistibile "I sogni che si fanno", la traccia di apertura. I cui testi raccontano quadretti di vita vissuta, che con divertenti e leggere pennellate di critica sociale disegnano i rimpianti e le delusioni dei giovani di oggi.

Poi l'album, da metà in poi, vira verso altri lidi che lasciano più perplessi. In minor misura in "Più televisivi che mai" e in maggiore in "Invece il resto" sembra aver inaspettatamente contratto la brutta malattia dei peggiori esponenti del cantautorato nostrano contemporaneo (i Brunori, i Dente e metteteci voi chi volete). Non tanto per le atmosfere cupe che rimandano più all'indie, e ci potrebbe stare, quanto per i testi che un De Gregori scriverebbe al massimo in un tweet (se usasse Twitter): "Nelle persone che mi cercano/nei pochi amici che rimangono/in chi sorride se mi vede/in tutto questo credo". Mah.

Fortunatamente il disco si riprende alla grande nel finale, con la ballad dominata dal piano "Ho deciso di restare in Italia", una title track che è anche una commovente dichiarazione d'amore al nostro Paese, nonostante tutte le schifezze: "Perché se salgo più su ho le vertigini/e poi mi manca il mare".

Ecco, la recensione finisce qui. Quello che segue è un accorato appello rivolto solo a Giovanni Santese. Ti prego, Non Giovanni, ora che hai dimostrato le tue potenzialità, non sprecarle inseguendo il successo facile come i tuoi già citati colleghi hanno fatto prima di te. Non cominciare a interpretare sempre lo stesso personaggio perché è quello che il pubblico si aspetta da te. Non perdere la tua spontaneità, che è ciò che di più bello ci portiamo dietro dall'ascolto di questo tuo primo disco. E, soprattutto, non prenderti troppo sul serio. Non te lo perdoneremmo mai.


TRACKLIST:
01. I sogni che si fanno
02. Io sarò famoso
03. Ma pensa
04. Senza di te
05. Invece il resto
06. Per restare vivi
07. Più televisivi che mai
08. Ho deciso di restare in Italia


Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Sbam
Sul web: facebook.com/nongiovannipage

TOP