MEG - Psychodelice (Multiformis, 2008)

Scritto da  Fabrizio Allegrini Giovedì, 26 Giugno 2008 

Meg abbandona il taglio kitsch e a tratti pomposo dell’orchestra, molto presente nel precedente lavoro, regalandoci un disco sapiente, essenziale, dove gli imprescindibili spunti elettronici fanno da naturale e delicato ripieno a un corpo vocale oramai maturo.

 

Genere: Pop/Electronica

Voto:  8/10

Ascolta anche: Bjork, Matmos, Justice

 

“Psychodelice” o delizia della psiche. Leggerezza e sfrontatezza insieme. Un’elegante fusione di gioia e ironia, raffinatezza solare e pause intimiste, sonorità sospese e solide ritmiche dalle velocità sostenute. Meg abbandona il taglio kitsch e a tratti pomposo dell’orchestra, molto presente nel precedente lavoro, per regalarci un disco sapiente, essenziale, dove gli imprescindibili spunti elettronici fanno da naturale e delicato ripieno a un corpo vocale oramai maturo.

“Psychodelice” è un disco eclettico, merito anche della strettissima collaborazione del dj Stefano Fontana, meglio conosciuto dai frequentatori di dancefloor come Stylophonic: un’ottima sintesi di atmosfere pop e canzone d’autore, robusti lampi di musica dance e quiete reminiscenze kraut. “Distante” è l’open track che spiazza, caleidoscopio elettronico ostinato, martellante e liberatorio; “E’ troppo facile” e la giocosa cantilena “Succhio Luce”, invece, rappresentano l’ideale filo conduttore con il passato mentre “Napoli città aperta” diventa l’inno algido e malinconico verso l’anima di una città nascosta. Discorso a parte meritano i tre brani scritti in lingua inglese, che chiudono felicemente il lavoro: “Promises” è il prestito ritmico di gruppi come Daft Punk e Uffie, “Running Fast” ricorda il piglio ossessivo e contorto dei LCD Soundsystem e, infine, Permesso?” è il ritratto accusatorio della schizofrenia della società odierna.

“Psychodelice” piace soprattutto per la ricercatezza delle scelte sonore e sorprende, nonostante un’impercettibile ridondanza di certe formule armoniche e ritmiche, per la capacità dell’artista campana di sapersi calare agevolmente tra spunti beat e groove incalzanti, senza per questo trascurare il lato intimista e trasognato che le è proprio.

Meg torna a far battere il piede. Impossibile star fermi. Sa regalare visioni, immagini di purezza. Meg, in fondo, è leggerezza. E ti resta attaccata addosso. Per sempre.         

 

 

 

 

TRACKLIST

1. Distante

2. E’ troppo facile

3. Succhio luce

4. Napoli città aperta

5. Pandora

6. Impossibile trasmissione

7. Laptop Love

8. Promises

9. Running Fast

10. Permesso?

 

Articolo di: Fabrizio Allegrini

Sul web: MySpace 

 

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