MATMATA - In attesa del cielo (Sober, 2008)

Scritto da  Ilario Pisanu Giovedì, 22 Maggio 2008 

Hanno aperto due concerti italiani degli Smashing Pumpkins, ma il loro sound si rifà a Muse e Radiohead. 14 brani in italiano in bilico tra rock, melodia e voce melange. Perdere questo disco, sebbene non brilli per originalità, sarebbe un vero peccato.

 

Genere: Pop Rock

Voto: 9/10

Ascolta anche: Muse, Radiohead, Verdena

 

I Matmata sono un gruppo nato nel 1994 a Orzinuovi, provincia di Brescia.

La band ha aperto i concerti italiani degli Smashing Pumpkins il 2 Febbraio al DatchForum di Milano e il 3 Febbraio al Palamalaguti di Bologna, e nel 2003 ha suonato con gruppi del calibro di Malfunk, Linea 77, One Dimensional Man e Shandon.

Con queste credenziali non è difficile immaginare che “In attesa del cielo” è un album strabiliante, che prende mente e cuore. Sonorità poprock, con voce spesso melange e un sound riconducibile a Muse e ancor più a Radiohead.

“Affrontiamo il tema dell’amore, della bellezza e del dolore che ho provato lottando contro problemi legati all’anoressia e alle conseguenze di una vita spinta oltre il limite” dichiara Gianmario Ragazzi, voce della band.

Ben quattordici tracce cantate tutte in italiano, che si aprono con le arie Muse di “Fragile”: “Vorrei dimenticare che non ci sei/ dal cielo grigio piovono lacrime/ Mi hai preso il cuore ma quel che hai saputo dare/ è un vento gelido che non fa respirare”. Strabiliante.

I toni si ammorbidiscono con “La vita altrove”, ballata acidula e melodica che conferma la forte attitudine del gruppo a sonorità simili a quelle di Thom Yorke & Co: “La vita altrove e tu con lei ti chiedo dove e non dovrei”.

“Il male che mi fai quando non ci sei lo rimpiangerò” sono le gelide parole di “Un male infedele”, dove le chitarre e la voce di Gianmario Ragazzi creano un vortice emozionale da brivido.

Dalla ballad “Fiore di luna” si passa alla struggente “Tango di fobia” (very very Muse!), per proseguire con l’intensa “Io te e la luna” (“Parlerò alle stelle, parlerò di te, finché non mi sentirai”).

I ritmi si inacidiscono con “Tana per tutte” per ricadere nelle atmosfere più calme e avvolgenti di “Fino a perdermi” e “Te ne vai” (alcuni passi assomigliano a “Karma Police” dei Radiohead).

“Ultima noia” si inacidisce nel finale, per dare spazio alla ballata stile Verdena “Fermo”: “Se da qui non vedo più/ quello che c’è da vedere se ancora puoi/ buttami via fino a rendermi migliore”. Da brivido.

Quasi alla fine arriva la title-track “In attesa del cielo”: “Ma dov’è questo cielo che provo a dipingere?/ Che più è nero più è pieno di te, te che non ti ho avuto mai”.

Chiude “E’ cosa buona e giusta”: un colpo al cuore. Bang! Bang! Bang!

“In attesa del cielo” è un lavoro validissimo che si regge su ritmi e melodie suggestive, sebbene non originali. La scelta vincente di cantare in italiano è un punto a favore dei Matmata, che attingendo qua e là mettono in fila 14 brani che prendono fin dal primo ascolto.

Non un momento di noia, nessuna caduta di stile, per un disco che sarebbe stato splendido anche con solo la metà dei brani.

Candidato a diventare uno dei migliori dischi italiani del 2008.

 

 

 

TRACKLIST

1. Fragile

2. La vita altrove

3. Un male infedele

4. Fiore di luna

5. Tango di fobia

6. Io te e la luna

7. Tana per tutte

8. In silenzio

9. Fino a perdermi

10. Te ne vai

11. Ultima noia

12. Fermo

13. In attesa del cielo

14. E’ cosa buona e ingiusta

 

MATMATA sono:

Gianmario Ragazzi: voce e chitarra

Marco Ravelli: basso

Nicola Saini: batteria

Ulrico Bragaglio: sinth

 

Articolo di: Ilario Pisanu

Sul web: www.matmata.it - MySpace

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