KAUFMAN - Magnolia (Mizar/Penthar Music/Halidon, 2011)

Scritto da  Danilo Sabelli Mercoledì, 18 Gennaio 2012 

KAUFMAN - MagnoliaPrimo lavoro in italiano per il combo lombardo Kaufman. “Magnolia” ci avvolge in un pop rock dal sapore british accompagnato da un’atmosfera cantautorale tutta italiana.

 

 

 

 

Genere: Pop/Rock

Voto: 7/10

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Nati come band rock tutta all’inglese i quattro lombardi Kaufman debuttano nella loro lingua madre con l’album “Magnolia”. Abbandonate le velleità rock del precedente “Interstellar College Radio”, il nuovo lavoro strizza l’occhio al brit-pop farcito della giusta dose di cantautorato italiano. Magnolia viene presentato come un concept album, in realtà sarebbe meglio dire che alla base dei dodici brani c’è il filo conduttore della “contraddizione”.

Come nel film omonimo del 1999 di Paul Thomas Anderson, il lavoro può esser guardato sotto l’ottica di una serie di storie parallele che però risultano intimamente connesse tra loro.

L’atmosfera in cui ci conducono i Kaufman sa tanto di rock leggero e power pop, impreziosito da un impasto celestiale scaturito dalle armonie vocali di Lorenzo Lombardi, mai aggressivo se non nell’iniziale, bella, “Labbra”. Si intuisce subito che i territori di caccia dei Kaufman sono le suggestioni a cui rimandano i testi. “Cheesecake” (“e sono certo che ti guarirei dalle ferite che non ti ricordi mai”) e il rock estatico di “Ci sono fantasmi” (“…è come perderti poi sentire i brividi come se sognassi nere inquietudini”) confermano subito la sensazione generale che lo scrivere in italiano abbia donato alla band la qualità di evocare mondi mai banali con leggeri tocchi di pennello.

Improvvisamente tu” (tra i momenti migliori) si avvale del lavoro dell’ex Timoria Omar Petrini, a cui non poco devono i Kaufman. Trascinante il ritmo che attraversa la suggestiva title track che va a sfumare nella dolce “Josephine”. Siamo già a metà dell’ascolto e ci accorgiamo presto che la qualità è alta rispetto al folto sottobosco dell’underground italiano.

Unica pecca è la troppa uniformità dell’insieme. Il ritmo raramente cresce e gli strumenti sembrano quasi un contorno alle parole. Una produzione che ha lavorato per sottrazione rende il lavoro un po’ monocorde. Peccato veniale che si evidenzia nella seconda parte del lavoro e che trova conferme già nella poco originale “Lavanderia automatica”. L’accattivante “Luna” spazza via ogni dubbio sulla bontà della strada pop intrapresa dai quattro. “New York” ospita all’armonica l’ex calciatore Antonio Filippini (sempre non esaltata da una registrazione troppo bassa rispetto al suono attorno) mentre i tentativi rock di “L’ipotesi migliore” e “Metrò” (scritta con Gianmarco Martelloni) convincono poco.

Rimane la sensazione di una certa mancanza di coraggio. Brani come la conclusiva “Rivoluzione” avrebbero acquistato valore con un punta di durezza in più.

Non ci sono difetti evidenti, solo la sensazione di una leggera freddezza generale che potrebbe però scomparire con un lavoro più attento in fase produttiva.

Il salto i Kaufman lo hanno appena fatto, ora bisogna continuare a salire.

 

 

 

 

TRACKLIST

1. Labbra

2. Cheesecake

3. Ci sono fantasmi

4. Improvvisamente tu

5. Magnolia

6. Josephine

7. Lavanderia automatica

8. Luna

9. New York

10. L'Ipotesi migliore

11. Metrò

12. Rivoluzione

 

KAUFMAN sono:

Lorenzo Lombardi: voce e chitarra

Simone Prestini: basso

Leonardo Traina: batteria

Luigi Suardi: chitarra e cori

 

Articolo di: Danilo Sabelli

Grazie a: Ufficio Stampa Davvero Comunicazione

Sul web: www.myspace.com/kaufmansound

 

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