JOCELYN PULSAR - Penso a Sonia ma suono per la gloria (Agos Music, 2008)

Scritto da  Josè Leaci Venerdì, 20 Febbraio 2009 

JOCELYN PULSAR - Penso a Sonia ma suono per la gloria (Agos Music, 2008)Fortissimi della loro ironia, gli Jocelyn Pulsar se ne vanno in giro nel mondo della musica prendendo per il naso tutto ciò che incontrano. Uno stile riuscito che insegna umiltà.

 

 

 

Genere: Pop

Voto: 7/10

Ascolta anche: Tricarico, Oreglio

 

Fortissimi della loro ironia, gli Jocelyn Pulsar se ne vanno in giro nel mondo della musica prendendo per il naso tutto ciò che incontrano. È talmente forte, in loro, il ruolo o l’indole dei dissacratori che non risparmiano umiliazioni anche al proprio, personale, dolore.

Iniziano il Cd cantando, pianoforte e voce, della fine di una storia d’amore ma, invece di una quintalata di lacrime, ci regalano una perla di saggezza filosofica: anche i sentimenti più profondi possono diventare meri luoghi comuni, basta ripeterli e spiegarli, svelarne con garbo il meccanismo per sminuirne il senso e la portata.

Continuano poi con una canzone in cui affondano la lama del loro sarcasmo nel (mio) misero mondo delle recensioni e di MySpace. Che una recensione fosse una cosa piccola piccola, lo si sapeva, ma costoro la trattano come uno spazio qualunque, una bacheca di messaggi in cui aggiungere, all’occorrenza, che c’è un motorino è in vendita o che qualcuno cerca lavoro part time.

Dovrei essere offesissimo, invece, colgo il lato positivo della ferita aperta. Questo Cd è per me un vero bagno di umiltà e gliene sono grato. So che queste quattro righe scritte di notte, in una scatola di vetro e legno, non valgono più di mezza lira ma, sentirselo ripetere da un gruppo talentuoso quanto sconosciuto, mi tempra il carattere.

Il tour mentale degli Jocelyn Pulsar, nell’ottica buddista dell’impermanenza dell’essere, continua tra flussi di ricordi che abbracciano sportivi e pubblicità del passato, tra discorsi sull’amore e sui rapporti umani. Il tutto condito, sempre, da uno stile al rattoppo, una opportunistica penuria di “ingredienti finali”: mancare (apposta) una rima, stonicchiare allegramente, cantare pigramente su argomenti tanto delicati e personali è la regola di tutto l’album.

Se l’idea finale era offrire una esempio di modestia alla faccia del bel canto e dell’autocelebrazione di troppi artisti, l’esperimento è decisamente riuscito.

Mi auguro però, in futuro, di ascoltare idee più evolute e meglio interpretate dal punto di vista musicale.

Auspico una crescita nella “forma” visto che la sostanza è tanto matura già adesso.

 

 

TRACKLIST:

1. Ho la tosse

2. L’ultimo piacere e poi stop

3. Garella

4. Si pulisce da solo

5. Campione di calcetto

6. Come siamo diversi

7. L’amore al tempo del telefono cellulare

8. Valentina è un’artista pop

9. La ballata di Manute Bol

 

JOCELYN PULSAR sono:

Francesco Pizzinelli: voce, chitarra

 

 

Articolo di: Josè Leaci

Grazie a: Francesco Pizzinelli

Sul web: www.myspace.com/jocelynpulsar

 

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