IN.VISIBLE - Have You Ever Been? (Autoproduzione, 2014)

Scritto da  Domenica, 23 Novembre 2014 

Andrea Morsero (alias In.Visible) debutta da solista con "Have You Ever Been?", un disco che sembra scritto negli anni '80 e svecchiato giusto con qualche riverniciata di alternative rock qui e là.

Genere: Rock elettronico
Voto: 6.5/10


Come influenze lui cita David Bowie, i Depeche Mode, i Joy Division, i Talk Talk e via anni-ottanteggiando. Al sottoscritto, a dire il vero, ricorda di più George Michael nella timbrica (ascoltatevi "The Magic" e poi fatemi sapere) e gli Editors nelle melodie (soprattutto in qui pezzi più "suonati" come "Another Place To Be", "Fingers" e "Love Gun").

"Have You Ever Been?" (scritto in occasione di un isolamento a Cipro) è il primo disco solista di Andrea Morsero, che come nome del suo progetto sceglie In.Visible. Il batterista e dj vercellese ha collaborato negli ultimi vent'anni con nomi come Marti, Emily Plays, Kali, Stereo Plastica, Patrizia Cirulli, Eva Milan e Distorsonic, senza disdegnare incursioni nella fotografia e negli altri rami dell'arte contemporanea. In questo disco si avvale dell'aiuto di Lele Battista, già cantante dei sottovalutati La sintesi e oggi produttore di un certo valore (qualcuno di voi l'avrà visto all'ultimo X-Factor).

E in effetti la cura del suono è l'aspetto migliore di questo disco (con la sua elettronica discreta e mai eccessiva), che si lascia gradevolmente ascoltare mantenendo una certa orecchiabilità a dispetto delle atmosfere volutamente cupe e dei testi che intendono esplorare l'amore in tutte le sue sfaccettature ma che non sembrano particolarmente ispirati. Peccato che, tra influenze dichiarate e altre inconsapevoli, l'album di debutto solista di In.Visible sia eccessivamente derivativo, un "deja senti" continuo. Sembra, insomma, di ascoltare un cd scritto negli anni '80 e ritirato fuori dal freezer trent'anni dopo, riverniciandolo con qualche tocco di alternative rock qui e là giusto per svecchiarlo un po'.

Dal punto di vista commerciale potrebbe anche essere un vantaggio, visto che gli Eighties sono di gran moda, ultimamente. Ma trattandosi del decennio più buio per la musica e la cultura (e non solo), per quanto ci riguarda non sentivamo certo bisogno di riascoltarlo.


TRACKLIST:
01. Another Place To Be
02. Leather
03. Invisible
04. Fingers
05. The Magic
06. Stagen
07. The Deepest Darkest Side
08. Feel
09. Love Gun
10. The Second Way
11. Under


Hanno suonato:
- Walter Collina: basso in "Another Place To Be", "The Magic"
- Fabio Decovich: basso in "The Deepest Darkest Side", "The Second Way"
- Alessandro Borgini: chitarra elettrica in "Another Place To Be", "The Magic", "Love Gun"


Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Cococi
Sul web: in-visible.it - facebook.com/invisible013

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