INVERS – Dell'amore, della morte, della vita (Vina Records, 2015)

Scritto da  Sabato, 07 Marzo 2015 

A qualche anno di distanza i biellesi Invers tornano sulla scena con il secondo album "Dell'amore, della morte, della vita".

Voto: 7,5/10
Genere: Rock, indie, post-punk, elettro-rock

Partiamo dal fondo. Avevo già avuto modo di ascoltare e recensire il primo lavoro degli Invers intitolato "Dal peggiore dei tuoi figli" alcuni anni orsono. Rispetto al precedente, il nuovo album "Dell'amore, della morte, della vita" suona decisamente più fresco e rilassato. Allora non mi avevano convinto alcuni aspetti come l’eccessiva dipendenza da alcuni cliché e talune scelte stilistiche davvero poco azzeccate. In questo secondo episodio le cose sono migliorate. E di molto. Innanzitutto c’è molta più personalità in fase compositiva. Basta ascoltare la capolista "Oggi s'è perso" e la terza traccia "Io sono" per capire come la band abbia lavorato molto su dinamiche, arrangiamenti e testi.

Rispetto alle origini gli Invers mantengono soltanto il cantato statico, stile Teatro degli Orrori che in questo contesto risulta assai più fluido proprio perche viene supportato da sonorità decisamente più complete e varie. Se prima erano le tematiche sociali a farla da padrona in questo disco trovano spazio momenti più leggeri, dedicati alla poesia e all’amore. Permangono la ruvidezza sonora delle chitarre e le ritmiche serrate ma in alcuni episodi come "Ciò che è meglio" e "Sopra le luci della città" i biellesi centrano finalmente l’obiettivo, amalgamando senza paura tale aspetto con una vena cantautorale degna di nota.

I limiti di questo lavoro sono, manco a dirlo, le influenze ancora troppo marcate che in alcuni momenti confondono l’ascoltatore e rischiano di far calare l’attenzione. Ognuno vive a proprio modo l’ascolto di una canzone e su questo non ci piove. Tuttavia ritengo che un riferimento troppo marcato possa indirizzare l’uditore alle origini sottraendo attenzione a quello che sta passando davanti in quel momento. Incappano in questa trappola episodi come "Montagne", "Così come la morte", giusto per fare alcuni esempi.

In sintesi direi che gli Invers con "Dell'amore, della morte, della vita" hanno gettato le basi per il loro futuro. Ma per rimanere a galla in un mercato difficile e poco reattivo come quello italiano occorre a differenza di quanto si pensa differenziarsi e mettere in campo la propria personalità. Su questo aspetto i ragazzi devono ancora lavorare. I riferimenti servono per aiutare l’ascoltatore a classificare e codificare quello che uno sta facendo, a maggior ragione se ci si trova al cospetto di un emergente. Ma poi deve necessariamente emergere la voglia di comunicare agli altri attraverso il proprio linguaggio. Il grosso è stato fatto. Ora bisogna uscire dai ranghi e cominciare a spintonare.


TRACKLIST:
01. Oggi s'è perso
02. Ciò vh'è meglio
03. Io sono
04. Montagne
05. Così come la morte
06. Sopra le luci della città
07. Il controllo
08. Abbiamo sentito dire
09. Nessun altro
10. Dell'amore, della morte, della vita


INVERS sono:
- Marco Barberis: voce, chitarra
- Mattia Iuliano: voce, chitarra
- Enrico Barberis: basso
- Mirko Losito: batteria


Articolo di: Carlo Raviola
Grazie a: Invers
Sul web: invers.it - facebook.com/weareinvers

Carlo Raviola

Nato a Mondovì (Cuneo) il 31-03-75, Ariete purosangue. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Storico, sono Giornalista pubblicista con numerose esperienze alle spalle, non solo in ambito musicale. Tanti lavori nel mio CV, l'unico stabile è sempre rimasto quello del musicista, attività che pratico professionalmente da ormai 15 anni. Bassista e poco chitarrista, collaboro inoltre con alcune associazioni che si occupano di diffondere e divulgare musica.




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