HOWLIN' WOLF - Moanin' in the Moonlight (1959)

Scritto da  Fabio Sergio Gagliandi Mercoledì, 13 Luglio 2016 

Una sponda limacciosa, l’odore fangoso che pesantemente inzuppa l’aria mentre il sole, quasi titubante, si decide a spuntare sui campi in una di quelle mattine velate; questa l’immagine che portano alla mia mente le note di quest’album.

Genere: Blues
Voto: 9,5/10

 

Questo è il vero Blues delle origini, questa la musica che probabilmente più s’avvicina all’anima e lui è Chester Arthur Burnett in arte Howlin’ Wolf cantante, chitarrista e armonicista statunitense nato a inizio secolo scorso il 10 giugno 1910. L’album di cui parlo è Moanin' in the Moonlight del 1959, la durata dello stesso è di circa 34 minuti, può sembrare poco per 12 brani, ma nel blues, soprattutto quello delle origini, non è raro che le canzoni presentino una durata ridotta.

Con virtuosismi d’armonica diatonica, mugolii e parole quasi urlate di cui è impastato il vero Blues (a riguardo è da ascoltare assolutamente la terza traccia: Smokestack Lightnin) , Howlin’ Wolf guarnisce ritmi incalzanti, compulsivi, ripetuti in modo quasi psichedelico, ogni brano sembra non avere fine, non vi è una chiusa ben definita, le melodie paiono prender forma dal silenzio come se già precedentemente fossero presenti ma non percepibili e nel silenzio sembrano tornare come coperte da un velo continuando in maniera immutata la loro esistenza e movimento al di la di esso.

Pianoforte, chitarra e armonica la fanno da padroni per tutto l’album, la seconda traccia How Many More Years è un esempio lampante di come questi tre strumenti riescano a collaborare nella creazione d’un capolavoro sotto la guida di una batteria dai ritmi sempre incalzanti. Proprio riguardo la batteria la dodicesima e ultima traccia Somebody in my Home mi pare tra le più particolari con un ritmo quasi da marcia.

In sostanza questo lavoro racchiude in se una grande fetta di storia della musica mondiale, i pezzi sono rudi e ruvidi (anche per via dei mezzi di registrazione del tempo) ma rimangono comunque a mio parere l’ideale per chiunque voglia avvicinarsi al genere, non è da dimenticare infatti che stiamo parlando d’un autore che ebbe un riscontro estremamente rilevante in termini di pubblico.

TRACKLIST:

1. Moanin' at Midnight
2. How Many More Years
3. Smokestack Lightnin'
4. Baby How Long
5. No Place to Go
6. All Night Boogie
7. Evil
8. I'm Leavin You
9. Moanin' For My Baby
10. I Asked for Water (She Gave Me Gasoline)
11. Forty Four
12. Somebody in my Home

Articolo di Fabio Sergio Gagliandi

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