GLI OCCHI DEGLI ALTRI - Di fronte al lago (Clinica Dischi, 2016)

Scritto da  Martedì, 22 Marzo 2016 

In "Di fronte al lago", loro ultimo lavoro, i Gli occhi degli altri aprono a un universo fatto di frammenti di vita emarginata e a un mondo dipinto a tinte fosche

Genere: Rock italiano
Voto: 7/10


In "Di fronte al lago", loro ultimo lavoro, i Gli occhi degli altri (GODA) aprono a un universo fatto di frammenti di vita emarginata e a un mondo dipinto a tinte fosche dove il disagio ricorrente, le difficoltà di adattamento a una esistenza individuale che è impossibile capire in quale direzione stia andando e che scopo abbia e la rabbia che sembra mai venire meno sembrano le uniche categorie cui ridurre una realtà difficile da immaginare e impossibile, forse, da vivere. Nero e rosso sangue, all’apparenza, i colori prevalenti nel disco e neanche mezz’ora di ascolto (le tracce sono sette). Nei brani del cd, può sembrare strano, sembra la consapevolezza a prevalere, non il pessimismo. Che non è assente, intendiamoci, anzi.

Ci sono, in "Naif" e in "Andare avanti" relazioni interpersonali incancrenite e l’incubo di una realtà incombente che è in grado di suscitare niente di radioso e positivo se non angosce esistenziali ("E adesso dimmi come andare avanti", canta una delle voci…). "Nebbia" sembra avere il significato di un momento di crescita, di una presa d’atto sia pure confusa per aver trovato una “dimensione” minima di vita ordinata cui fare riferimento ("Ho sistemato un po' di vecchi oggetti, preziosi per me ma senza valore"). "La vertigine", canzone che prende lo spunto da una relazione che decisamente non funziona, conclude: "La vertigine è voglia di cadere giù". Le tracce 6 e 7, infine: in "Guarda me" il ricordo è purificazione e lenimento che dà la forza per andare avanti; "Contro vento" è un’altra storia di sofferenza, isolamento e sdegno, un appunto sulla inutilità di una lotta contro ciò che non può essere combattuto.

Piacevole sorpresa: i testi di "Di fronte al lago" sono tutti in italiano, mentre dal punto di più strettamente musicale siamo di fronte a un bel disco di rock corposo, compatto e a volte anche discretamente orecchiabile. Sembra una scuola rock tipicamente italiana, quella che in questo disco ispira i quattro ragazzi di Lecco. Si, trapelano i modelli anglofoni e forse tra i solchi, come pure si è detto, c’è del grunge, ma i capisaldi di riferimento sembrano essere altrove, in particolare in certo rock di casa nostra degli anni Ottanta e Novanta legato alla new wave.   

TRACKLIST:
1. Naif
2. Andare avanti
3. Nebbia
4. La vertigine
5. Passo falso
6. Guarda me
7. Contro vento


GLI OCCHI DEGLI ALTRI sono:
- Stefano "Morghi" Morganti
- Pietro "Bobo" Bonaiti
- Alessandro "Bobo" Beri
- Giorgio G. Lanfranconi


Articolo di: Giovanni Graziano Manca
Grazie a: Cococi
Sul web: facebook.com/gliocchideglialtri

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