GIUSEPPE PALAZZO – Il linguaggio dei fiori (Bluartfactory, 2014)

Scritto da  Lunedì, 15 Settembre 2014 

Con "Il linguaggio dei fiori" Giuseppe Palazzo si conferma musicista dotato, ispirato, intimo come pochi per la quotidianità che trasuda, lontano dalle scelte di clamore e dal sentiero del facile consenso.

Genere: Pop
Voto: 8/10


Un piccolo evento: l'arrivo (tanto atteso) del nuovo cd di Giuseppe Palazzo: "Il linguaggio dei fiori". L'album, la cui uscita è prevista per il 30 settembre 2014, mi giunge direttamente dalle sue mani e, di questo, sono profondamente grato. Mi immergo e mi tuffo nella dolcezza onirica del cantautore romano. "Il linguaggio dei fiori" cui fa riferimento il titolo è quello della poesia, dello sguardo gettato sulle piccole cose, alla ricerca della fonte, della radice dei grandi sentimenti.

Tra le spine de "Il roseto", i fiati in sottofondo de "Il mio funerale" e i tintinnii dell' "Aria di Natale", tra le pieghe di tutto il disco c'è la morbidezza del racconto maturo, la preziosità del cristallo soffiato tra nuance di colore e riflessi di luce, la delicatezza del sentimento che si fa gesto tangibile. È la rarità dell'arte come dono del cuore. È il tempo, la vita di ogni giorno tradotta in musica con anni di paziente ricerca. Palazzo si conferma musicista dotato, ispirato, intimo come pochi per la quotidianità che trasuda, lontano dalle scelte di clamore e dal sentiero del facile consenso.

Pacato nei giochi ritmici e profondo nelle scelte stilistiche, arrangia tutto il cd affondando le mani in un'elettronica di garbo e buon gusto, cantando spesso come in un sussurro, omettendo grida e strepiti, ansia e banalità. Palazzo centellina i suoni come un chimico spirituale, senza esagerare mai, aggiungendo inquietudine e pause ad un percorso che va dritto al cuore, dove voleva che arrivassimo noi: sullo stesso pianeta gentile che lui abita da un pezzo.


TRACKLIST:
1. Il roseto
2. Il mio funerale
3. Aria di Natale
4. Tatti
5. Amore e altre malie
6. Muschio e lichene
7. Stampante
8. (A)Ritmomania
9. Se manca l'elettricità


Hanno suonato:
- Giuseppe Palazzo: programmazione, tastiere, basso, chitarre, percussioni, voce
- Francesco Pradella: batteria
- Simone Talone: percussioni
- Alberto Biasin: contrabbasso
- Marco La Fratta: fisarmonica
- Vincenzo Isaia: clarinetto
- Fabrizio Longaroni: trombe
- Pamela Gargiuto: violino
- Rosita Ruseva: violoncello
- Pierpaolo Lorenzo: fischio


Articolo di: Josè Leaci
Grazie a: Giuseppe Palazzo
Sul web: www.giuseppepalazzo.com

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