GENERAL STRATOCUSTER AND THE MARSHALS – Dirty Boulevard (Black Candy, 2016)

Scritto da  Martedì, 16 Febbraio 2016 

"Dirty Boulevard" dei General Stratocuster and the Marshals è un'indovinatissima miscela di “tipi” inglesi e americani

Voto: 8/10
Genere: Blues/Rock inglese e americano


Mi piace, nell’iniziare a parlare di questo gruppo il cui nome richiama la storia americana e alcuni degli strumenti simbolo del rock più potente e compatto, citare uno degli scrittori a me più congeniali. In uno dei suoi articoli pubblicati su un quotidiano sardo negli anni Novanta, Sergio Atzeni scriveva che “se qualcosa manca nelle epoche di decadimento morale (come la nostra) è l’esempio delle anime grandi. E tale esempio a volte non si può cercarlo altro che nel passato”. Traslando tale sacrosanta affermazione si potrebbe dire che sempre più spesso si vanno a cercare nel passato non solo modelli di dirittura morale umana da confrontare con quelli odierni ma anche espressioni esemplari di grandezza letteraria e musicale mai eguagliati. E’ esattamente ciò che succede con questo ottimo disco, che va a ripescare e a confrontarsi con sonorità e con un modo di suonare il rock che non sentivamo da decenni. E al diavolo, per una volta, l’originalità e la sperimentazione di nuovi modelli musicali! Peccatuccio veniale, in casi come questo, riproporre motivi già sentiti e digeriti: provate infatti ad ascoltarlo, questo "Dirty Boulevard", sarà la pelle d’oca che sale la prima manifestazione fisica che renderà manifesto l’estremo godimento che state provando nell’ascoltare il disco…  

Attingiamo dal sito del gruppo alcune informazioni di carattere generale. I General Stratocuster and the Marshals, che meritano di essere citati estesamente uno per uno, sono composti da Fabio Fabbri (General Stratocuster – chitarre), Jack Meille (Jack Marshal – voce), Richard Ursillo (Lefty Marshal – basso), Federico Pacini (Fred Marshal – tastiere), Nuto (Alex Marshal – batteria). Attivi fin dal 2010, promuovono in Italia una musica che si colloca nella più classica tradizione del rock anglosassone, ispirati dalle sonorità e dal songwriting dei maestri del genere, rielaborati con stile personale e grande passione.

In effetti "Dirty Boulevard" (in uscita nel mese di febbraio) appare come una indovinatissima miscela di “tipi” inglesi e americani: prendete la prima traccia dell’album, "Shock to the system", un blues elettrico che non sfigurerebbe in uno dei primi dischi dei Led Zeppelin, oppure un brano tipicamente rock come "Built to last", che paga il giusto tributo a Keith Richards e ai Rolling Stones. Ma c’è dell’altro e di più: è "Thank you Bob" (traccia n° 3, a mio avviso la più bella del disco), che nel rendere grazie al più  eccelso autore di canzoni che il rock abbia mai conosciuto, Bob Dylan, si dipana come una ballata elettrica presa da qualcuno degli albums più riusciti di Tom Petty. Le tracce restanti si attestano sempre su livelli ottimi e rievocano di volta in volta le tradizioni del Southern Rock di matrice americana, di certo rock britannico (Zeppelin, Purple, Who), e altro ancora. Disco da non perdere.   


GENERAL STRATOCUSTER AND THE MARSHALS sono:
- Fabio Fabbri (General Stratocuster): chitarre
- Jack Meille (Jack Marshal): voce
- Richard Ursillo (Lefty Marshal): basso
- Federico Pacini (Fred Marshal): tastiere
- Nuto (Alex Marshal):  batteria

 
TRACKLIST:
1. Shock to the system
2. Built to last
3. Thank you Bob
4. Peace of mind
5. Going down to
6. Velvet underground
7. All my pride
8. Staring at my face
9. Guts and pride
10. Take me with you
11. Little sparrow
12. Hold back the tears


Articolo di: Giovanni Graziano Manca
Grazie a: A Buzz Supreme
Sul web: generalstratocuster.com

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