FEDERICO ZECCHIN - Sotto gli occhi del mondo (Ed. Ninfee, 2008)

Scritto da  Domenica, 07 Settembre 2008 
Disco jazz e nu jazz che punta il dito sulle cose quotidiane che sono sotto agli occhi di tutti ma che spesso vengono dimenticate. Un disco dalla musica buona ma dai testi davvero troppo duri. Un disco post-it sulle atrocità del mondo.

 

 

Genere: Jazz/Pop

Voto: 6/10

Ascolta anche: Luca Carboni, Fabrizio De Andrè

 

“Io non mi sono mai dedicato alla musica pensando alle classifiche. Mi piace scrivere canzoni, inciderle, suonarle, farle conoscere a un pubblico, avere un riscontro. Se piacciono, posso dirmi contento. Il resto è poco importante, almeno per me”.

Queste le parole di Federico Zecchin, padovano ex sportivo e cantautore.

Il 13 Giugno 2008 è uscito il disco di inediti “Sotto gli occhi del mondo”: “L’idea di base dell’album è di evidenziare come ci siano cose, che succedono nel quotidiano e di cui siamo tutti consapevoli, che hanno smesso di attirare la nostra attenzione… Le canzoni di questo disco nascono proprio dagli spunti di riflessione infiniti che ci offre il mondo che abitiamo”.

“Sotto gli occhi del mondo” è un disco che fonde Pop e Jazz, che fonde cantautorato classico con uno sguardo realista e curioso sul mondo.

Il disco si apre con “Anpalagan”, una canzone che parla di clandestini, ispirata alla vicenda del Natale '96 narrata nel libro di Giovanni Maria Bellu "I fantasmi di Portopalo". Anpalagan è un giovane clandestino Tamil morto in mare come altri clandestini: “Corpi senza pace di clandestini muoiono nel silenzio d’Italia, fantasmi dimenticati dei fratelli Tamil”.

“Cuore nel pallone” canta dello sport più bello del mondo, che fa dimenticare tutti i problemi, compresi i problemi stessi del calcio!

L’intensa “Idama mahkum” (che in turco significa “pena di morte”) è una splendida ballata nu jazz: “Caino cosa ne hai fatto di Abele?”.

Dall’andamento orientaleggiante e arabeggiante è “Lettera di soldato”, che parla della Guerra del Golfo. Dalla perla puramente jazz “Limpida” si passa a “Per sempre liberi”: “Mai mai saremo liberi per sempre liberi”. Pop sinuoso che s’interroga sulla fine di un amore.

“Pirata” è ispirata alla storia di Marco Pantani, mentre “Sposa promessa” con il suo andamento nostalgico è uno degli episodi più intensi del disco.

Chiude “Un giorno capirai”. Dopo le angosce suscitate dagli altri brani, meglio chiudere con un brano decisamente più leggero, quantomeno nel testo.

Da segnalare “L’ultima grande balena”, traduzione in italiano di “The last american whal” di Lou Reed.

“Sotto gli occhi del mondo”, uscito il 13 giugno è decisamente un album autunnale piuttosto che estivo. Le atmosfere jazzate sorreggono testi impegnati, che fanno riflettere. Forse un po’ troppo. E’ giusto che la musica affronti temi sociali e parli di cose dimenticate, ma forse oggi siamo talmente circondati dal male che affligge il mondo e una canzone può servire a ridarci quel sorriso perso.

“Sotto gli occhi del mondo” è un disco che gira il coltello nella piaga, che apre ferite chiuse, che fa bruciare anime perse, che risveglia fantasmi sopiti.

Un bel disco jazz, ma davvero troppo pesante nei testi. Siamo tutti consapevoli di cosa succede nel mondo, dell’immoralità che esiste e delle atrocità. Non serve un disco che ce lo ricordi. Non serve un disco come promemoria del male.

 

 

 

 

TRACKLIST

1. Anpalagan

2. Cuore nel pallone

3. Dove mi vuoi

4. Idama mahkum

5. L’ultima grande balena americana

6. Lettere di soldato

7. Limpida

8. Ninna

9. Per sempre liberi

10. Pirata

11. Sposa promessa

12. Ti voglio ancora

13. Un giorno capirai

 

Articolo di: Ilario Pisanu

Grazie a: Lab Promotion

Sul web: MySpace - federicozecchin.it

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP