ENRICO GARDINI - No Keys for Monkey’s Rooms (Autoproduzione, 2012)

Scritto da  Martedì, 07 Agosto 2012 

ENRICO GARDINI - No Keys for Monkey’s Rooms“No Keys for Monkey’s Rooms”: il disco d’esordio di Enrico Gardini guarda oltre l’oceano.

 

 

 

 

Genere: Alternative country

Voto: 7/10

Ascolta anche: Bright eyes, Neil Young, Ryan Adams

 

Sono migliaia i chilometri che separano Rimini dagli Stati Uniti, eppure delle volte bastano una chitarra ed una manciata di canzoni per colmare questa lunga distanza.

A tentare di “scavalcare” l’Atlantico stavolta ci pensa Enrico Gardini, ventottenne riminese alle prese con il suo primo album solista.

Nel suo caso, e lo si capisce subito, ha ben poco a che fare con la Rimini dei “vitelloni” o, peggio, con quella discotecara e vacanziera. Le coordinate di questo “No Keys for Monkey’s Rooms” portano tutte verso gli states, nei pressi del blues ed il folk più tradizionali.

Ci sono echi di Ryan Adams (alcuni pezzi di questo disco non sarebbero sfigurati nella colonna sonora di “Elizabethtown”), di Conor Oberst e dei suoi Bright eyes, ma anche il giovane Dylan, il Neil Young acustico, Elliott Murphy, gli Wilco e Billy Bragg alle prese con Woody Guthrie e (perché no?) pure la colonna sonora di “Into the wild” (si dà per scontato che sappiate di chi sto parlando).

L’alternanza tra acustiche e scariche di chitarre elettriche funziona alla grande ed anche la voce di Gardini, roca e tagliente quasi a cercare un timbro alla Tom Waits, convince appieno seppur di tanto in tanto tradisca l’accento italico.

 

 

 

TRACKLIST

1. Apologize

2. Paperstar

3. Girl’s Cry

4. Sleep

5. Escape

6. Days

7. Murphy’s Room

8. Morning Lullaby

 

Articolo di: Stefano Vietta

Grazie a: Lorenzo Amati

Sul web:  www.facebook.com/enricogardini84 - www.reverbnation.com/enricogardini

 

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