DORIAN GRAY - Forse il sole ci odia (Coconino Press, 2008)

Scritto da  Mercoledì, 04 Febbraio 2009 

Dopo ben 11 anni i cagliaritani Dorian Gray tornano sulla scena discografica con un album di inediti. “Forse il sole ci odia” è il loro nuovo disco, crepuscolare e psichedelico.

 

 

 

 

 

Genere: Rock noir

Voto: 7/10

Ascolta anche: Cesare Basile

 

Dopo ben 11 anni (se si esclude l’antologia “Tempi supplementari”) i cagliaritani Dorian Gray tornano sulla scena discografica con un album di inediti.

Forse il sole ci odia” è il loro nuovo disco che rappresenta anche la seconda uscita di una serie che intende narrare storie attraverso l’incontro di musica e immagini (la collana è stata inaugurata da “Casinò” di Igort & Los Ciceros).

Accompagnato da un libro a colori di 34 pagine illustrato da Igort, il Cd “Forse il sole ci odia” è un disco noir, dove rifrazioni psichedeliche si affiancano a immagini ipnagogiche, dove stratificazioni desertiche si incastrano alla perfezione con la nostalgica sensazione di vuoto, restituita da una memoria che si trasforma in musica e parole.

L’imperativo è “Volere Potere”, verbi intransigenti della seconda coniugazione che battono dove il cuore duole, dove non batte sole, dove tutto quello che hai è un battito di palpebre, un volo di farfalla. Ma c’è qualcosa che manca? Forse l’uso della pronuncia di una “z” normale.

I cannoni sparano fiori e ricordi in “Invisibile”: voce melange e magia a chili. I ritmi si velocizzano in “Anatomia”: “Sei pornografia/ La chimica che ama il mio tormento/ Cannibale dolcezza passione che si sporca/ e ti offro la sconfitta che strappa le tue dita”.

Dal sapore dolceamaro e pseudo-progressive è la title-track “Forse il sole ci odia”: “Se ancora ci sei fino a che cresce il vento/ Che sporca la faccia e vomita il sole che/ Forse adesso ci odia”.

Gli ultimi due brani chiudono in bellezza estrema il disco: la divina “Crisalide” e la perfetta e sensuale “Salomè”: “Perché sei fango inerte non hai velocità”.

“Forse il sole ci odia” è un lavoro intimo, cupo (come dimostra la cover dal formato e dal packaging inusuale) rarefatto e crepuscolare. Dieci brani da ascoltare al buio. Forse il sole ci odia… allora meglio vivere di notte: sono il buio e l’oscurità i messaggeri di questo disco. Forse il sole ci odia… allora questo disco si nutre di tenebre, ma vivrà e splenderà eternamente di luce riflessa.

Come la Luna.

 

 

 

TRACKLIST

1. Volere Potere

2. Zero lisergico

3. Invisibile

4. Manicure

5. Anatomia

6. 2/4 d’infinito

7. Forse il sole ci odia

8. Non esiste

9. Crisalide

10. Salomè

 

DORIAN GRAY sono:

Davide Catinari: voce, rumore bianco, acustica

Samuele Dessì: chitarre, programming, vocals

Nico Meloni: chitarre

Jacopo Vannini: synth, backing vocals

Antonio Manzari: basso

Mario Marino: batteria

 

Articolo di: Ilario Pisanu

Grazie a: Ufficio Stampa Glitter&Soul

Sul web: MySpace

 

TOP