DAGOMAGO - Evviva la deriva (Vina records, 2014)

Scritto da  Giovedì, 28 Agosto 2014 

Nel debutto discografico dei Dagomago si respirano diverse sonorità accompagnate da testi forti e di denuncia sociale. Evviva la Deriva, a discapito del nome, resta a galla e getta le basi per un futuro molto interessante.

Voto: 7,5/10
Genere: Indie, pop, elettronica, new wave

Sono convinto che alcune città o luoghi siano in grado di influenzare fortemente lo stile di vita e le emozioni dei propri abitanti. Dico questo perché penso che i Dagomago non potrebbero arrivare da nessun altro luogo che non fosse Torino. Al massimo gli concederei Pinerolo. Il capoluogo piemontese, austero e un po’ decadente, avvolto da quel grigiore post-industriale è la cornice perfetta per esprimere certi concetti. Un mix di sonorità e testi che i fratelli Buranello (Matteo alla voce e Luca alla batteria) accompagnati da un pesante lavoro di tastiere e synth di Andrea Pizzato mettono a fuoco nel loro primo lavoro intitolato Evviva la Deriva.

Un crocevia di pop, indie, elettronica, new wave e rock tenuto insieme da testi diretti e profondi, urlati in faccia. E non potrebbe essere diversamente, visto il titolo dell’album. Per non parlare delle singole canzoni, che cantano con una certa ironia il malessere dei nostri giorni e sono anticipate da titoli impegnativi come Apprendista a tempo indeterminato o La fuga del cervello.

Il suono sconfina spesso nell’indie di casa nostra ma con pregio finisce quasi sempre per divincolarsi e non farsi eccessivamente catalogare, offrendo all’uditore anche alcune perle di pregevole fattezza come la terza traccia Cucinami se vuoi, brano che sembra venuto fuori dall’incontro tra Depeche Mode e Teatro degli Orrori. E molto spesso i riferimenti tra i testi dei Dagomago e quelli di Capovilla si fanno sentire, soprattutto quando forzano verso la ricerca di quella caustica ironia narrativa che se al secondo ha portato onore e gloria, rende i primi in talune occasioni un po’ forzati e conseguentemente poco credibili.

Anche la struttura armonica dei brani e la loro composizione in alcuni momenti non sembra così convinta o ben riuscita. L’esempio più calzante di questi limiti potrebbe tranquillamente essere la traccia cinque, La vita è acida. Ma cono certo si tratti di errori di gioventù, aspetti che  una giovane realtà come questo trio riuscirà senz’altro a raddrizzare. Anche perché gli spunti positivi non mancano. Magari allargare il suono e cercare ogni tanto di ridurre il muro sonico dell’elettronica potrebbe risultare un buon inizio, così come cercare di avvicinarsi in maniera più convita al pop, senza paura di vendersi. Consigli a parte, Evviva la Deriva è un primo passo coraggioso e interessante, per questo motivo va premiato e supportato.


TRACKLIST
01. Male
02. Le cabine del telefono
03. Cucinami se vuoi
04. La fuga del cervello
05. La vita acida
06. Apprendista a tempo indeterminato
07. Viva Salsedol
08. Maninalto
09. IOCNR
10. Tenera è la notte
11. Non fa male


DAGOMAGO sono:
- Matteo Buranello: voce, chitarra
- Andrea Pizzato: tastiere
- Luca Buranello: batteria


Articolo di: Carlo Raviola
Sul web: http://www.dagomago.it - https://it-it.facebook.com/dagodagomagomago

Carlo Raviola

Nato a Mondovì (Cuneo) il 31-03-75, Ariete purosangue. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Storico, sono Giornalista pubblicista con numerose esperienze alle spalle, non solo in ambito musicale. Tanti lavori nel mio CV, l'unico stabile è sempre rimasto quello del musicista, attività che pratico professionalmente da ormai 15 anni. Bassista e poco chitarrista, collaboro inoltre con alcune associazioni che si occupano di diffondere e divulgare musica.




TOP