CAPTAIN MANTELL - Bliss (Dischi Bervisti, 2014)

Scritto da  Giovedì, 29 Gennaio 2015 

I Captain Mantell tornano con il quinto album "Bliss" edallo space electro punk virano verso un'antologia del migliore rock and roll degli ultimi decenni.

Genere: Indie rock
Voto: 7.5/10


L'odissea del capitano Thomas F. Mantell Jr, primo pilota a morire inseguendo un Ufo, vive un nuovo capitolo: il quinto album per l'omonima band Captain Mantell capeggiata dall'omonimo cantante Tommaso Mantelli. Questa volta, la rotta astrale seguita dal capitano non ci porta più verso lo space electro punk, ma indietro nel tempo: il risultato è un disco che alle melodie squisitamente pop del power trio unisce una forte impronta del migliore rock and roll distillato nel corso dei decenni.

A un rivedibile inizio à-la Strokes ("Love/Hate") si susseguono brani dal gusto prettamente Seventies (la ballad "The Ending Hour") e altri più vicini all'indie-grunge anni '90 (la ritmata "Wait For The Rain" e la più oscura e nirvaniana "The Day We Waited For", uno dei pezzi migliori dell'album). In "Side On" fa capolino pure un cantato timbricamente degno del Leonard Cohen di "I'm Your Man".

Dopo la breve deviazione nel country della strumentale "Dead Man's Hand" l'intro mutuata dalla celeberrima "Jailhouse Rock" e ripresa in "Ugly Boy" ci riporta nel più familiare terreno Nineties. Con "Better Late Than Now" la macchina del tempo torna di nuovo indietro di vent'anni, là dove giacciono i King Crimson. Ma è una sosta breve, prima di tornare al ritornello casablanchiano e prepotentemente orecchiabile di "First Easy Come Then Easy Go".

La strumentale "Picture Me Floating" è un sublime delirio di riverberi ed echi sospesi nella nebbia, che montano gradualmente fino ad esplodere e poi a richiudersi su se stessi. L'alternanza di sonorità antiche e moderne prosegue scandita con precisione da "To Keep You In Me", "With My Mess Around", "The Age Of Black" (dove i Bleeding Eyes giocano a fare gli AC/DC) e "Won't Stop". Discorso a parte merita la bonus (title) track "Bliss", quasi un album separato in un'unica traccia, dall'alto dei suoi 21 minuti.

Tecnicamente, "Bliss" è un disco semplicemente impeccabile. Le ritmiche dell'Ammiraglio Dix (Mauro Franceschini), i sagaci riff di chitarra di Captain Mantell (Tommaso Mantelli) e le incursioni sperimentali e suggestive del sassofono di Sergeant Zags (Sergio Pomante) si fondono alla perfezione, denotando una grande abilità strumentale che va di pari passo con l'efficacia compositiva, che si dimostra capace di confrontarsi con i generi più diversi. Proprio per questo ci piacerebbe molto sentire i Captain Mantell alla prova con un repertorio più originale. Per ascoltare una semplice antologia del rock, dopotutto, basta andare su YouTube.


TRACKLIST:
01. Love/Hate
02. The Ending Hour (feat. Nicola Manzan)
03. Wait For The Rain
04. The Day We Waited For
05. Side On (feat. Liam McKahey)
06. Dead Man’s Hand
07. Ugly Boy
08. Better Late Than Now
09. First Easy Come Then Easy Go (feat. Nicola Manzan)
10. Picture Me Floating
11. To Keep You In Me
12. With My Mess Around
13. The Age Of Black (feat. Bleeding Eyes)
14. Won’t Stop
15. Bliss (bonus track - feat. DJ Muto, Nicola Manzan, Bleeding Eyes)


CAPTAIN MANTELL sono:
- Admiral Dix aka Mauro Franceschini: batteria, cori
- Captain Mantell aka Tommaso Mantelli: voce, chitarra, basso
- Sergeant Zags aka Sergio Pomante: sassofono, tastiera, cori

Hanno suonato:
- Nicola Manzan (Bologna Violenta, Menace, Ulan Bator)
- Liam McKahey (Liam McKahey and the Bodies, Cousteau)
- Jason Nealy (Bleeding Eyes)
- Simone Tessariol (Bleeding Eyes)
- Dj Muto
- Nicola Anselmi (Bleeding Eyes)


Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Dischi Bervisti
Sul web: captainmantell.com - facebook.com/captainmantell

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