CAMERA D'ASCOLTO - Figli della crisi...di nervi (I cuochi, 2014)

Scritto da  Lunedì, 10 Novembre 2014 

Potrebbe essere un disco punk rock come mille altri. Ma "Figli della crisi...di nervi", il nuovo album dei Camera d'ascolto, è capace di slanci inaspettati e sorprendenti.

Genere: Punk rock
Voto: 6/10


Ora, io capisco tutto: le esigenze commerciali, la difficoltà a farsi notare, la distrazione e la poca apertura mentale del pubblico medio musicale italiano. Ma la scelta di "Placebo" come singolo e traccia di apertura di "Figli della crisi...di nervi", il nuovo album dei milanesi Camera d'ascolto, è un'occasione perduta. E non mi riferisco al fatto che il nome mi ricordi una delle più sopravvalutate band degli anni '90.

"Placebo" è indubbiamente la canzone più adatta ad essere trasmessa in radio o condivisa su Facebook. Ha una melodia che si conficca nella memoria, quel ritmo punkeggiante che oggi sta bene su tutto, un testo finto-ribelle, finto-simpatico, finto-moderno, insomma finto ("Datemi somministratemi un placebo/stanotte voglio andare a letto col rimedio/Datemi somministratemi un placebo/se non me lo iniettate questa notte sclero").

Eppure i Camera d'ascolto (che poi sarebbero gli ex Never Knock Out) non sono così, o quantomeno non lo sono sempre. Proseguendo nell'ascolto dell'album si scopre che sono capaci di distaccarsi da un genere che alternativo ormai lo è solo più nel nome, visto che devono suonarlo tutti per avere diritto di cittadinanza nell'odierna scena indipendente italiana. E si scopre che, nonostante una certa propensione alle facili melodie, riescono ad essere originali nella scelta dei suoni (il violino in un gruppo che vira al punk), nella struttura (come lo special à-la Teatro degli orrori in "P.s.c...?"), nelle ritmiche (si veda l'imprevedibile "Charlie Brown (Operalnero)"), perfino nei testi.

A tratti profondi ("Tra le note di un concerto vivo una poesia/fatta di parole al vento in sinfonia/Non conosco il tuo profumo e chi tu sia/scivolan le ore senza farti mia mai" da "Laguna"), a tratti colti ("Lei che scappava vestita di bianco/uccisa dal viscido servo al suo fianco/L'alito caldo del fuoco mi invade/1000 gradini scendendo nell'Ade" da "Orfeo nell'Ade"), a tratti semplicemente surreali ("Sogno di stare sdraiato su un prato/a bere da fiumi di cioccolato/lacrime sono zollette/da scioglier nel latte e ridere per ore" dalla già citata "Charlie Brown (Operalnero)"). Come le opere del loro maestro René Magritte, a cui si ispira sia il nuovo nome del gruppo che la copertina del disco.

Tanto basta per far raggiungere a questo disco una piena sufficienza e perdonargli anche le scivolate adolescenziali. Ma la prossima volta scegliete meglio il singolo.


TRACKLIST:
01. Placebo
02. P.s.c...?
03. Matto dell'imbecille
04. Dieci minuti (sotto la pioggia)
05. Sofia scarlatta
06. Charlie Brown (Operalnero)
07. Epitaffio
08. Orfeo nell'Ade
09. Laguna
10. Canzone notturna


CAMERA D'ASCOLTO sono:
- Stefano "Steso" Longo: voce e chitarra
- Maria Elena Biagini "La Mary": basso
- Gio: batteria
- Valeria Gelfi: violino


Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: e-grapes
Sul web: www.facebook.com/CameraDascoltoband

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