BUZZY LAO - Hula (Libellula, 2016)

Scritto da  Lunedì, 19 Dicembre 2016 

“Hula”, album d’esordio di Buzzy Lao, cantautore torinese di belle speranze, tenta di trovare uno spazio all’interno del superaffollato mercato rock del nostro paese

 

Genere: Neo-blues
Voto: 6,5/10


Frutto di un amore esagerato per le sonorità d’oltreoceano, “Hula”, album d’esordio di Buzzy Lao, cantautore torinese di belle speranze, tenta di trovare uno spazio all’interno del superaffollato mercato rock del nostro paese. Francamente, così su due piedi, e ben sapendo che a volte il successo di un prodotto discografico d’esordio spesso e volentieri non dipende dai livelli qualitativi intrinseci al prodotto stesso e quindi dal talento dell’autore ma da tutt’altri fattori sui quali è meglio sorvolare, non siamo in grado di dire se il piemontese riuscirà a garantirsi un posticino al sole in termini di notorietà positiva.

Certo, però, da parte nostra qualche (sia pure limitata) frase di encomio e di incoraggiamento a proposito del suo disco la possiamo ben spendere, dal momento che lo abbiamo trovato veramente meritevole di essere ascoltato. All’incrocio tra blues, folk e rock, “Hula” presenta anche venature sparse di country (“Le luci della mia ombra”, “Sentirai”) e di reggae (“Hanno ucciso l’amore”). Tra i brani più riusciti l’iniziale “Ora che”, la johnsoniana “Credi di amare” e la successiva “Stella magica”, che mescola reggae e cantautorato melodico italiano, infine “Guerra da nascondere”, brano eseguito con una lap steel guitar Weissenborn che conferisce al brano credibilissime sonorità Delta blues.

“Per me - sostiene Buzzy Lao - è molto importante che tutto quello che suono, scrivo e canto sia in qualche modo strumento e mezzo di guarigione, riflessione, meditazione e conforto, che sia qualcosa di positivo ed onesto, che sia qualcosa di buono. Non riuscirei a concepire la mia musica in un modo differente, e spero che questo album riesca ad esprimere appieno questa intenzione, arrivando sotto pelle di chi lo ascolterà e deciderà di farlo suo”. A noi “Hula” è parso genuino e ben suonato, sincero e impegnato. Non che all’interno del disco si siano riscontrati elementi di particolare originalità, beninteso, però ci è parso che, tra l’altro, “Hula” tenti coraggiosamente di chiudere la bocca a coloro che sostengono che non è possibile abbracciare lo stile 'americana' con testi in italiano: ma dico, che vadano a cagare!    


TRACKLIST:
1. Ora che
2. Credi di amare
3. Stella magica
4. Anche il vento ti cambierà
5. Lacrime d'amore
6. Guerra da nascondere
7. Luna
8. Chiedi chiedi
9. Le luci della mia ombra
10. Hanno ucciso l'amore
11. Buonanotte
12. Sentirai
13. Qualcosa c'è


Articolo di: Giovanni Graziano Manca
Grazie a: Libellula press
Sul web: buzzylao.com

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