BEATRICE ANTOLINI - Beatitude (La tempesta, 2014)

Scritto da  Lunedì, 01 Dicembre 2014 

Dopo quattro album, Beatrice Antolini torna con un Ep, "Beatitude", che al tempo stesso ripercorre la sua carriera e si spinge in nuovi e inesplorati territori sonori.

Genere: Pop rock
Voto: 8/10


Una volta che ci si innamora della voce flautata di Beatrice Antolini, è la fine. Una volta che si scopre quanta energia e quanto talento trovino posto in quel corpicino minuto; quanta maestria nel comporre, suonare, produrre (e, ovviamente, cantare) si porti dietro l'artista marchigiana-bolognese, non si torna più indietro.

Al sottoscritto questa rivelazione fece visita molti anni fa, durante un suo semi-deserto concerto nel torinese in cui promuoveva uno dei suoi primi album. Da allora ho seguito con attenzione la sua vita artistica, senza mai un'ombra di delusione. In "A due" abbraccia la psichedelia, in "BioY" scopre l'elettronica, in "Vivid" vira verso il pop. Ora, ad un solo anno dal disco precedente, arriva la curiosa scelta di un Ep di soli cinque brani, "Beatitude".

Un lavoro che per certi versi rappresenta una summa della sua carriera finora: "DNA (Embarrassed Face)" e "With Love" sembrano tratte dall'indimenticabile "A due"; "Dromedarium (Beatitude)" ha un animo funky che la avvicina decisamente più al mondo di "BioY". Senza dimenticare quel substrato new wave che la accompagna fin da quando, a inizio carriera, suonò in una tribute band dei Joy Division (si veda la breve traccia iniziale "Spiders Are Not Insects", un casino organizzato di elettronica dark). Qualche tocco di synth e qualche loop da miscelare sapientemente agli strumenti qui e là e, giusto per chiudere, il ritorno della melodia nella sublime ballad d'amore "Anyma L" (con la chitarra di Federico Poggipollini, già Litfiba e Ligabue, per dire).

Per certi versi una summa della sua carriera, si diceva, e per altri un'esplorazione di nuovi territori. Alla ricerca, come indica il titolo, di quella beatitudine che nascondiamo nelle profondità di noi stessi. Attraverso un Ep che suona le note del sogno e che, come i sogni, non segue una strada ben precisa, ma vola sospeso, senza passare mai due volte per lo stesso punto.

Beatrice Antolini riesce a cambiare volto pur rimanendo sempre se stessa, come il baco che si trasforma in farfalla. Dà l'impressione di evolvere continuamente, di disco in disco. Seguendo un percorso di cui non si capisce mai fino in fondo la meta (e forse, questo è il bello, non la afferra nemmeno lei). Ma solo che non si vede l'ora che arrivi la prossima tappa.


TRACKLIST:
01. Spiders Are Not Insects
02. DNA (Embarrassed Face)
03. Dromedarium (Beatitude)
04. With Love
05. Anyma L


Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Lunatik
Sul web: beatriceantolini.it - facebook.com/beatrice.antolinibis

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