ANTONIO FIRMANI - La galleria del vento (Libellula, 2016)

Scritto da  Lunedì, 19 Dicembre 2016 

Il re della tristezza, Antonio Firmani, fa volare le note d'amore nella sua "Galleria del vento"

Genere: Rock, post-rock
Voto: 8/10


Con una sensibilità armonica simile alla mia, sento subito un certo feeling con Antonio Firmani almeno dove esprime la sua tristezza, cioè, più o meno dappertutto. La composizione su piano gli permette di esplorare per bene i lati più malinconici del suo sentire e ci consente di ascoltare la sua collezione di momenti struggenti in nove piccoli quadri.

Belle musiche: se alcune delle sue arie le avesse composte il maschiaccio dei Baustelle niente da ridire, ci avrei creduto. Tanto anche in Firmani la profondità è di casa. Le melodie sono così chiare nel loro intento descrittivo che i testi nemmeno gli servono. Nel suo dilagare verso il mare della tristezza, riesce a descrivere ogni ombra, ogni malumore con spietata lucidità musicale e basta la sola emozione uditiva a piangere (si fa per dire) con lui. Impossibile non commuoversi.

Per quanto riguarda il cantato, come altri che si ispirano a Carver, Firmani sembra amare il sussurro invece del gridato, tanto che per seguire le liriche più di una volta devo ricorrere al trucco di mia madre (Amplifon). Se si può rilevare un difetto, a quest'opera di massima tenerezza, è l'eccesso di dolcezza, questa "morbidezza ad ogni costo" che ho già ascoltato per esempio in Giuseppe Palazzo e che a me piace ma poi bisogna vedere agli altri che effetto fa. Poi c'è la poca potenza vocale che potrebbe, dico potrebbe, essere una scelta stilistica ma anche no.

E come controbilancia, il Nostro, questa montagna d'amore, questa colata di sentimento passionale priva di esibizionismo vocale? Che domanda: ma con arrangiamenti senza limiti, ora rock, ora jazz (la coda di "Semplice"), ora post-rock, comunque curatissimi, gonfi di informazioni, ridondanti di note, spesso fragorosi, quasi orchestrali, da ammirare e ricordare per future "ispirazioni" (leggi: "plagi"). Adesso vi ascoltate, magari nel buio di una stanza, "La galleria del vento", "Mario e Alice principianti", "Il professore", "Pacey Witter", "Scena 8 - interno notte" e pensate alle vostre storie d'amore andate male e poi mi dite se avevo ragione.


TRACKLIST:
1. Le candeline dei trent'anni
2. La galleria del vento
3. Mario e Alice, principianti
4. Semplice
5. Gli ultra ventenni
6. Il professore
7. Pacey Witter
8. Scena 8 - interno notte
9. Una casa felice, è stata una casa felice


Hanno suonato:
- Antonio Firmani: voce, tastiere, piano
- Francesco Giuliano: cori, basso, chitarra
- Vincenzo Corbingi: chitarra
- Fabio Renzullo: tromba
- Marco Pescosolido: violoncello
- Nico Giordano: viola
- Giovanna Moro: viola, violino
- Luigi Fabozzi: batteria
- Stefania Di Foggia: cori
- La piccola Aurora: cori


Articolo di: José Leaci
Grazie a: Libellula press
Sul web: facebook.com/antoniofirmaniofficial/

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