ANTINOMIA - Mantra (Autoproduzione, 2014)

Scritto da  Martedì, 13 Gennaio 2015 

Secondo lavoro in studio per gli Antinomia, defenders del rock italiano anni '90. "Mantra" ha tutte le caratteristiche per piacere ai nostalgici del decennio. Per gli altri potrebbe forse essere un prodotto ostico.

Genere: Rock
Voto: 6/10


Gli Antinomia sono una band torinese, giunta con “Mantra” al secondo lavoro in studio dopo una buona gavetta e alcuni importanti riconoscimenti, primo tra tutti la vittoria al Rock Contest promosso dai Litfiba e da Virgin Radio. Un successo che li ha portati ad esibirsi prima della band di Pelù e Renzulli allo stadio Franchi di Firenze non molto tempo fa. Ed è proprio dalla band toscana che risulta doveroso partire per comprendere meglio la musica di questo sestetto, dedito ad un rock italiano decisamente collaudato, condito da testi a cavallo tra quotidianità e protesta.

Nonostante la produzione di questo lavoro sia stata affidata a Madaski degli Africa Unite, il suono della band non subisce quasi mai influenze dub o elettroniche, rimanendo molto ancorato ad una scelta stilistica anni '90. Tante, forse troppe tastiere monopolizzano il tappeto sonoro di quasi tutte le undici tracce, supportate da un lavoro chitarristico buono ma molto derivativo. Oltre ai già citati Litfiba (“Il sognatore”, “Carica punta fuoco”), ai quali va riconosciuta anche la paternità di alcune ritmiche, nel suono degli Antinomia ci sono dentro quasi tutti i riferimenti del rock italiano anni ‘90: Ritmo Tribale, Karma, Timoria e addirittura Bluvertigo, dai quali arrivano alcuni interessanti spunti di elettronica fusa con il rock.

Ora, non c'è nulla di male in tutto questo, anzi. Ho divorato la musica di quel periodo apprezzando sempre l’originalità e la caparbietà di molte formazioni. Purtroppo, all’alba del 2015 molte scelte, sonorità comprese, risultano davvero sorpassate e poco incisive. Oltretutto, a “peggiorare” le cose, troviamo una voce interessante ma incapace di allontanarsi da quel mondo, soprattutto dal modus operandi di Piero Pelù. Nel complesso si possono ascoltare brani interessanti come “Una nuova era” e “Senza rancore” in cui emerge un buon lavoro strumentale e anche qualche spunto innovativo, alternati ad episodi davvero poco felici come la debolissima “Jupiter”, un riempitivo in cui le parti strumentali e vocali sono davvero poco quantizzate.

Mi fermo qua. La musica è fatta di sensazioni ed emozioni. E probabilmente a qualcuno “Mantra” suonerà come un piacevole tributo agli anni d’oro del rock made in Italy. Disamina non del tutto inesatta, anche perché la band suona bene e i risultati ottenuti ne sono evidente riprova. Ma il dovere di cronaca di chi si accinge ad una recensione è quello di raccontare il prodotto in ascolto miscelando oggettività e soggettività. Ed è per questo che la prima parte sintetizza aspetti positivi e artistici. L’altra, decisamente meno sollazzata da questo lavoro, rimanda gli Antinomia a settembre. Sperando che si tratti dell’anno in corso e non quello di due decenni fa.


TRACKLIST:
01. Il sognatore
02. Carica punta fuoco
03. Inutile
04. Jupiter
05. Flashback
06. Mantra
07. Senza rancore
08. L'universo
09. Elettroshock
10. Una nuova era
11. Exstasi


ANTINOMIA sono:
- Riccardo Rizzi: voce
- Mattia Osello: chitarra
- Giancarlo Nudo: tastiera
- Maurizio Grotan: chitarra
- Roberto Massimo: batteria
- Roberto Bonazinga: basso


Articolo di: Carlo Raviola
Grazie a: Sollevante
Sul web: antinomia.it - facebook.com/antinomiaofficial

Carlo Raviola

Nato a Mondovì (Cuneo) il 31-03-75, Ariete purosangue. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Storico, sono Giornalista pubblicista con numerose esperienze alle spalle, non solo in ambito musicale. Tanti lavori nel mio CV, l'unico stabile è sempre rimasto quello del musicista, attività che pratico professionalmente da ormai 15 anni. Bassista e poco chitarrista, collaboro inoltre con alcune associazioni che si occupano di diffondere e divulgare musica.




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