ANDREA ARNOLDI E IL PESO DEL CORPO - Le cose vanno usate le persone vanno amate (Autoproduzione, 2014)

Scritto da  Giovedì, 12 Marzo 2015 

"Le cose vanno usate le persone vanno amate" il felicemente funebre album di Andrea Arnoldi e il peso del corpo.

Genere: Cantautorale
Voto: 5/10


Dopo tre ascolti attenti attenti, di quelli che fai perché se no in redazione ti spellano, sono giunto ad una spiacevole conclusione: Andrea Arnoldi è stonato. Magari non sarà sempre così ma in questo cd gli capita spesso. Le canzoni più sofferte sono "Cosmogonia" e "Requiem". Se fosse un personaggio in cerca di facile successo gli consiglierei di andare a lezione di canto ma scommetto che il suo "Le cose vano usate le persone vanno amate" è il frutto di un processo personale interiore votato alla ricerca (umile) della verità e dell'essenziale, un percorso al centro del quale c'è il messaggio e non quanto di meglio trovato e usato per veicolare il medesimo.

Meno male, altrimenti avrei dovuto picchiare sul fatto che la sua voce è disarmonica, poco estesa, si muove con fatica e qua e là, quasi gracchia. A ciò aggiungo che in nessun caso, sempre nei primi tre attenti ascolti, son riuscito a capire il senso della storia raccontata. Colpa mia e della tiroide ballerina.

Ho afferrato sì, in barba alla mia difficoltà di concentrazione, alcune frasi bellissime mentre affioravano dal mare dei pensieri dell'Arnoldi. Ma esse, le frasi, non hanno molto senso slegate dai contesti cui appartenevano. D'altronde non ho percepito bene nemmeno i contesti quindi mi arrendo all'Andrea Arnoldi che resta chiuso in casa a scrivere la vita, vuoto come un cruciverba, che ritrova se stesso solo nel sasso, che canta di qualcosa tra la nuca e la vagina, che ha una tipa con un corpo che disegna una cometa, che ha un'anima in affitto, che non riesce a trovare un'anima buona da cui farsi perdonare.

L'Arnoldi misterioso o chiaro solo a se stesso, che canta la storia di chi lascia tre figli e osserva se stesso sul letto di morte dopo morto, che si perde nella nebbia, che scopre che il corpo è denso e tendente alla poetica, che esorta a scavarsi la fossa e mettersi dentro (forse ispirandosi al Kiarostami de "Il sapore della ciliegia") e che annoia senza tregua, dall'inizio alla fine dell'album, senza spiegare perché.


TRACKLIST:
01. Rebus
02. Ancora
03. L'ortica
04. Parigi-Torino
05. Cometa
06. Cosmogonia
07. Ultima lettera di K a Milena
08. Requiem
09. Coda
10. Ringiovanimento
11. Decalogo


Hanno suonato:
- Andrea Arnoldi: voce, chitarra
- Leonardo Gatti: violoncello, congas, charango, contrabbasso
- Gionata Giardina: batteria, percussioni
- Marco Caldera: viola
- Ida Di Vita: violino
- Pierluigi Brignoli: clarinetto, sax soprano
- Maurizio Bolis: armonica
- Christian Bosio: tromba
- Luca Bersanetti: sax tenore
- Nunzio Bongiorno: bassotuba
- Giuseppe Orvini: organetto, teremin, sitar, kalimba, arpa trobadorica
- Alessandro Lollio: whistle
- Fabio Bonelli: utensili da cucina
- Gran coro Nova Boemia Franz Kafka: cori

Articolo di: José Leaci
Grazie a: Macramè
Sul web: facebook.com/pages/Andrea-Arnoldi-Il-Peso-del-Corpo/436633696454131

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