ALBEDO - Il Male (Autoproduzione, 2010)

Scritto da  Giovedì, 10 Febbraio 2011 

ALBEDO - Il Male cdRock e Rabbia. O forse il contrario. Poco importa, gli Albedo suonano quello che sentono e lo fanno davvero bene. Il loro disco di debutto, “Il Male”, racchiude tutta la freschezza di questa band milanese assolutamente da ascoltare.

 

 

 

Genere: Indie, rock, Alternativo

Voto: 8.5/10

Ascolta anche: Black Rebel Motorcycle Club, Massimo Volume, Verdena

 

Album di debutto per i milanesi Albedo, registrato nei rinomati Transeuropa Studio di Torino. Scelta che, sebbene dispendiosa a livello economico, permette di apprezzare al meglio le sfumature e l’impianto sonoro di questo quartetto indipendente.

“Indipendente” anche dalle etichette discografiche, visto che sostanzialmente si tratta di un’autoproduzione, ben curata e rifinita, ma pur sempre priva, se tale termine oggi in Italia può avere ancora senso, di una distribuzione in grado di allargare gli orizzonti della band.

Il loro CV li descrive comunque non come dei perfetti anonimi, nel loro passato troviamo altre produzioni, concerti e una gavetta di tutto rispetto. Ritengo pertanto che proprio questo storico sia la conseguenza di un titolo così ingombrante come Il Male e di una visione delle cose non esattamente idilliaca.

Senza badare troppo  al mercato che li circonda, gli Albedo descrivono con rabbia e  imbarazzo l’Italia degli ultimi tempi, orfana di regole e di modelli sani da emulare. Nei loro testi è possibile ritrovare il disagio di chi combatte quotidianamente con stipendi da fame, l’apatia  di molti giovani ridotti ad automi dalla Televisione e un menefreghismo di fondo che ricorda per certi versi il sapore agrodolce di film come “Un Borghese Piccolo Piccolo”.

A impreziosire il cantato si sviluppa una granitica base sonora, rock al punto giusto, indie senza esagerare, pop all’occorrenza ma mai scontata nelle sue soluzioni. Forse l’aurea pessimistica che circonda il disco alla lunga potrebbe spiazzare qualche ascoltatore dal cuore tenero, tuttavia le tracce muovono in modo coerente, senza lasciarsi incantare da quegli stilemi che tanto piacciono a una certa parte del mondo alternativo. Quella parte che per intenderci  ama  chiudersi a riccio su alcuni artisti imponendo loro di viaggiare a ritmi stabiliti.

Il Male forse è anche questo. Un atto di accusa  nei confronti di quello che accade  ma anche nei confronti di chi critica quanto accade senza poi prende posizioni chiare in merito. La prima traccia “Da Quando Sono Serio” ha un inizio caotico e  un ritornello piacevole,  supportato da chitarre affascinate dalla Psicadelia.

Esistono Ancora i Pescatori è una perla,  splendida per testo e musica, nonostante un repentito cambio di ritmo verso il finale. Molto gradevole anche “L’importanza di Chiamarsi per Nome”, nella quale vengono racchiuse molte delle  tematiche affrontate in precedenza. Ingenerale sono molti i brani che rimangono  a metà strada, senza apparentemente esplodere, supportati da una parte centrale corposa e da un inizio e una coda che spesso creano un effetto Sali scendi. Ad esempio, “Cemento e Gelosia”.

Forse una semplice recensione non permetterà a questi baldi giovini di arrivare ad un vasto pubblico. Mi sento comunque di consigliare l’acquisto del disco degli Albedo perché sono sempre più convinto che la musica italiana, indie o mainstream che sia, abbia davvero bisogno di qualcuno che senza curarsi troppo di ciò che accade attorno, dica e suoni quello che sente. Questo in un certo senso permette di  collocare in secondo piano anche i riferimenti musicali che spesso saltano fuori, proprio perché il materiale a disposizione non vive di luce riflessa ma cerca ostinatamente un sua autonomia.

Per quanto può servire, buona fortuna Albedo.

 

 

 

TRACKLIST:

1. Da quando sono serio
2. Per spargere il sale
3. Questa mia pelle
4. L'importanza di chiamarsi per nome
5. Cemento e Gelosia
6. Le nostre distanze
7. A farmi intervistare
8. Come va a finire (tu lo sapevi)
9. La faranno dormire
10. Esistono ancora i pescatori

 

ALBEDO sono:

Raniero Neri

Ruggiero Murray

Luca Padalino

Gabriele Sainaghi

 

Recensione di: Carlo Raviola

Grazie a: BlackPois Promotions

Carlo Raviola

Nato a Mondovì (Cuneo) il 31-03-75, Ariete purosangue. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Storico, sono Giornalista pubblicista con numerose esperienze alle spalle, non solo in ambito musicale. Tanti lavori nel mio CV, l'unico stabile è sempre rimasto quello del musicista, attività che pratico professionalmente da ormai 15 anni. Bassista e poco chitarrista, collaboro inoltre con alcune associazioni che si occupano di diffondere e divulgare musica.




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