AFTERHOURS - Padania (Germi/Artist First, 2012)

Scritto da  Lunedì, 07 Maggio 2012 

AFTERHOURS - PadaniaCome il protagonista dell'ultimo film di Sorrentino, Agnelli butta via il make-up e diviene umile e reale, la semplicità e la quotidianità sono ora le armi di una provocazione reale e devastante. Non servono più gli effetti speciali, quando il vissuto quotidiano di ognuno di noi diventa letteratura generazionale.

 

 

 

Genere: alternative rock

Voto: 7/10

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Scendendo gli ultimi scalini, dopo le solite e inopportune birre pomeridiane, ti dici che qualche frase su “Padania” la puoi scrivere anche tu.

Non si tratta di riverenza, di rispetto impostato per canoniche riflessioni d'avanguardia o di stile; da tempo mi ripeto che tutto questo classificare ed etichettare sta uccidendo questo stato e lo sta riducendo ad un cumulo di posizioni revisionistiche e scadenti. Volevo, semplicemente, evitare di essere scontato, impaurito o mielosamente retorico perché si parla, sempre e comunque degli Afterhours, perché questo è un disco completamente autoprodotto saltato dritto in classifica, perché è tornato Xabier da buon figliol prodigo.

Del disco si è parlato tanto, prima e dopo l'uscita, anche perché gli spunti di discussione sono davvero tanti e un po' tutti sono stati sviscerati per bene (o in alcuni casi in modo marcatamente populista) dalla stampa specializzata, dai critici-profeti del sottobosco musicale italiano e quant'altro.

Lasciando da parte la provocazione del titolo, se di politica si tratti o di stati mentali, quello che mi resta sottopelle è il bisogno fisico, di Agnelli & comapany, di un disco come questo, costruito per sopravvivere.

E' un disco autoreferenziale, prima di tutto, che gli After costruiscono per se stessi: è il momento della verità, quello in cui ti butti dietro le cazzate della giovinezza e ti accorgi di essere cresciuto (nel bene o nel male) e che più di qualcuno ti segue e da te si aspetta, qualcosa, un gesto, una frase, una melodia; ma soprattutto senti di dover fare i conti con te stesso, con la vita, con il sole ed i giorni, con la polvere delle tediose discussioni socio-politiche con un mondo che si avvicina alla fine e con la tua indole che forse, per un po', si è lasciata andare.

Come il protagonista dell'ultimo film di Sorrentino, Agnelli butta via il make-up e diviene umile e reale, la semplicità e la quotidianità sono ora le armi di una provocazione reale e devastante.

Non servono più gli effetti speciali, quando il vissuto quotidiano di ognuno di noi, tra disavventure e un traballare ai piedi di un precipizio diventa letteratura generazionale, flusso di coscienza di un mondo che annaspa, linfa vitale che si perde sul pavimento del nulla.

Le canzoni sono un atto di fede e speranza, mai didascalico e carezzevole ma sull'orlo di una crisi di nervi che non si chiude addosso la porta, ma usa la violenza della disperazione per urlare a pieni polmoni che la vita, malgrado tutto, continuerà!

 

 

 

 

TRACKLIST

1. Metamorfosi

2. Terra di nessuno

3. La tempesta è in arrivo

4. Costruire per distruggere

5. Fosforo blu

6. Padania

7. Ci sarà una bella luca

8. Messaggio promozionale n.1

9. Spreca una vita

10. Nostro anche se ci fa male

11. Giù nei tuoi occhi

12. Messaggio promozionale n.2

13. Io so chi sono

14. Iceberg

15. La terra promessa si scioglie di colpo

 

AFTERHOURS sono:

Manuel Agnelli: chitarre e voce

Giorgio Prette: batteria

Giorgio Ciccarelli: chitarre

Roberto Dell'Era: basso

Xabier Iriondo: chitarre

Rodrigo D'Erasmo: violino

 

Articolo di: Giuseppe Gioia

Grazie a: Fleisch Ufficio Stampa

Sul web: www.afterhours.it - www.facebook.com/aftehours

 

 

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