A FREE MAMA - Marginality (Autoproduzione, 2015)

Scritto da  Martedì, 17 Novembre 2015 

L'Ep "Marginality" degli A Free Mama: scarpe comode e tanta tanta anima, nel senso di soul

Genere: Soul
Voto: 7,5/10


Scarpe comode e tanta tanta anima, nel senso di soul, chiaro. Per ascoltare l'Ep degli A Free Mama sono necessarie queste due semplici cose, che sono sicuro avete eccome, così da potervelo godere nel modo migliore: col cuore e col corpo; il primo si emozionerà di fronte a tanta bellezza, il secondo non riuscirà a stare fermo. Il gruppo fiorentino torna a tre anni dal debutto omonimo, riproponendo la loro pozione magica fatta appunto di funk, soul, acid jazz, con quelle spolverate di rock che insomma, non guastano mai. Dai Galliano ai Parliament di George Clinton, la mappa del gruppo appare chiara, eppure la loro musica suona in qualche modo fresca e meno derivativa di quanto potrebbe rischiae di essere.

Fiati in ottima evidenza, brani trascinanti e una voce grintosa, ingredienti che attirano l'attenzione e lasciano l'ascoltatore incollato per tutti i cinque pezzi del disco. Un seguito che conferma le ottime premesse dell'esordio del 2012 quindi, portando al contempo elementi nuovi e soprattutto una invidiabile coesione tra i musicisti, che in alcuni momenti sembrano realmente decollare come band, ricordando le fughe strumentali di personalità del calibro della Dave Matthews Band, soprattutto in "Now I'm Done", singolo da cui è stato tratto anche un bel video, dove l'ambientazione casalinga ed i primi piani dei protagonisti sembrano comunicare l'urgenza di un contatto e di un avvicinamento.

"Get it off" inizia con il solo di basso che Flea ormai non è più interessato a suonare, perso nei meandri di Mtv, bravo quindi Luca Giachi, mentre il batterista Emanuele Bonechi aumenta i beats e non lascia scampo ai pigri. "Pink Buildings" vede le pelli ancora protagoniste, con un controtempo trascinante, mentre la voce di Alessandro Gerini mena le danze con un inequivocabile carisma; sottotraccia, ma riconoscibilissimi, i fiati compongono trame affascinanti e dal sapore jazzistico, creando un amalgama validissimo ed invidiabile. Per descrivere "Stopwatch" non si possono non citare i Police, specialmente nei ripetuti stop and go terribilmente funky che si inseguono per tutta la durata del brano; non solo questo però, perché la voce di Alessandro ricama deliziosamente, fornendo la prova più convincente di tutto il disco, con cambi di tonalità e grande feeling.

Si chiude con "Marginality", ampio spazio a jam che sanno di New York, di quella New York che 40 anni fa inventava ogni sera un sound diverso, ripartendo da capo tutte le volte e lasciando che a comandare il suo mondo fossero le dita abili dei suoi figli musicisti; un pezzo che si vorrebbe non finisse mai e che sicuramente dal vivo sarà il pretesto per improvvisazioni e divagazioni sul tema. Proprio dal vivo è la dimensione che a mio avviso dovrebbe valorizzare la tecnica di questi ragazzi, reduci infatti da date in Italia ed all'estero in Francia, Slovenia e Inghilterra, a dimostrazione che il talento non ha passaporto.


TRACKLIST:
1. Get It Off
2. Marginality
3. Now I'm Done
4. Pink Buildings
5. Stop Watch


A FREE MAMA sono:
- Alessandro Gerini: voce
- Lorenzo Ruggeri: chitarra
- Luca Giachi: basso
- Emanuele Bonechi: batteria


Articolo di: Alberto “Il Cala” Calandriello
Grazie a: Blob agency
Sul web: facebook.com/afreemama

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