Racconti brevi, brevissimi, un soffio, un’istantanea; spesso soltanto una battuta. E’ così che attualizza questo genere che in Italia si legge sempre meno. Un racconto tira l’altro, come una sequenza cinematografica in presa diretta che oscilla tra il mondo del fantastico attingendo alla fiaba – oggetti e animali che parlano – e la cronaca più spicciola. In fondo un mondo domestico, che può essere letto anche centellinando le pagine, tra un impegno e un altro nel caos metropolitano. Le pagine volano leggere, graffianti, talora esilaranti, ma anche grottesche, sferzate gelide di un mondo che sembra avere poca speranza, dove non c’è giustizia. Solo in quello fantastico sembra esserci la possibilità di sognare e di amare e il racconto è un buon viatico.

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