Martedì, 29 Settembre 2015 20:12

Nunsense - Teatro de’ Servi (Roma)

Tutta colpa di un potage di lumache al finocchio se nel convento del Certosino Zelo si contano 52 sorelle scomparse. I soldi sono finiti e per quattro di loro non è stato neppure possibile celebrare un degno funerale. Sono attualmente conservate nel congelatore. Ma le “amiche di Maria” non si danno per vinte e decidono di mettere in scena uno spettacolo per raccogliere fondi e poter donar loro una giusta sepoltura. Queste le premesse di "Nunsense" che tra imprevisti e il fascino coinvolgente dei riflettori porta in scena le consorelle dal 22 settembre all’ 11 ottobre al Teatro de’ Servi con la regia e le coreografie di Fabrizio Angelini.

Ad aprire la stagione del Teatro de’ Servi, il 22 settembre, la Compagnia dell’Alba che riprende uno dei suoi cavalli di battaglia: NUNSENSE, di Dan Goggin. Fabrizio Angelini ne firma ancora una volta adattamento e regia in collaborazione con Gianfranco Vergoni, con la regia associata di Alessia de Guglielmo e la direzione musicale di Gabriele de Guglielmo. In scena Laura Del Ciotto, Carolina Ciampoli, Monja Marrone, Alberta Cipriani, Edilge Di Stefano, Giorgia Bellomo, Valentina Di Deo. Lo spettacolo è co-prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo.

La stagione si è appena conclusa (e ottimamente, con 28.500 spettatori e 15.000 abbonati) e il sipario del Teatro de’ Servi si è subito riaperto per gli attesi e ormai consueti “Assaggi di stagione”, il modo più vivo e piacevole per presentare il nuovo cartellone. Due serate di live trailer-show, condotte da Marco Simeoli, in cui tutte le compagnie previste per il 2015/2016 hanno offerto al numeroso pubblico un breve estratto dei loro spettacoli.

Dal 2 all'8 dicembre. Un musical originale che smentisce l’idea che questo genere di spettacolo sia solo di matrice anglosassone. Noto per l’inizio che è poi anche la conclusione, un refrain diventato quasi un modo di dire, dietro l’aria scanzonata cela l’impegno della metà degli Anni Settanta, per certi versi precursore di battaglie sociali e civili. E’ un inno alla libertà del cuore e alla consapevolezza delle scelte, oltre i precetti e i pregiudizi da entrambe le parti, una par condicio ante litteram, singolare. Lo spettacolo, che nella versione attuale presenta qualche attualizzazione, privilegia l’interpretazione e la musica - interamente cantata dal vivo - rispetto alla macchina scenica che a volte domina con lo sfavillio questo genere teatrale. Animato da un grande ritmo coinvolge senza mai far accusare la stanchezza dimostrando la modernità del musical, che spesso ci appare datato. La regia interpreta la migliore tradizione della commedia all’italiana, che con il sorriso racconta problemi e crucci, vizi e drammi della società. Resta infine una lode al potere della musica e dell’arte.

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