TEATRO. LE FORME DELLA VERITÀ è il principio creativo, sociale, pluralistico su cui si fonda la Stagione 2018/2019 del Teatro di Roma - Teatro Nazionale, espressione delle molteplici identità dell’esistente e degli sconfinamenti del contemporaneo, temi cruciali della comunità civile raccontati sui palcoscenici del Teatro Argentina, Teatro India e Teatro Torlonia.

Dal 15 febbraio al 5 marzo. Andrée Ruth Shammah, con la complicità di Carlo Cecchi, uno degli ultimi grandi maestri del teatro italiano, qui protagonista insieme a Fulvia Carotenuto e Massimo Loreto, confeziona con la consueta eleganza e raffinatezza, la regia di “Il lavoro di vivere” di Hanoch Levin, il più importante autore e drammaturgo israeliano.

Dall'8 al 20 marzo. Le note di Nicola Piovani costituiscono il tessuto connettivo della commedia scespiriana messa in scena da Carlo Cecchi con essenziale classicità. Una compagnia giovane di cui Cecchi si mette a capo nelle vesti esilaranti di Malvolio, su di un palcoscenico popolato da intrighi amorosi aperti a letture ambigue e più che mai attuali.

Sabato, 30 Gennaio 2016 14:30

Viaggi di Ulisse - Teatro Eliseo (Roma)

Il premio Oscar Nicola Piovani torna a calcare le scene ricreando, sul palco del Teatro Eliseo dal 26 al 31 gennaio, la seduzione ed il fascino dell'immortale eroe greco Ulisse: per farlo, si affida ad una nuova forma artistica, che lui stesso chiama “concerto mitologico per strumenti e voci”. Nessuna espressione può essere più indicata: numerosi sono, infatti, gli strumenti presenti sul palcoscenico, dai classici pianoforte, contrabbasso, sax, violoncello, percussioni e tastiera elettronica, ai meno usuali strumenti della tradizione mediterranea, come fisarmonica e mandoloncello; splendide le voci degli artisti che ci accompagnano in questo viaggio nella letteratura, quelle di Chiara Baffi, Carlo Cecchi, Paila Pavese, Massimo Popolizio, Mariano Rigillo, Massimo Wertmuller e Virgilio Zernitz. Ma il tocco d’autore si rivela, come sempre, quello delle mani magiche del maestro Nicola Piovani che, con la sua modestia e genuinità, ma anche profonda cultura e comunicatività, ci fa rivivere, attraverso disegni musicali sapientemente tracciati, le vicissitudini di un’immagine epica, da millenni simbolo della vittoria dell’intelligenza sulla forza umana.

Aria di grande rinnovamento alla conferenza stampa di presentazione della Stagione Teatrale 2015/2016 del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo. In una gremita sala del Palazzo delle Esposizioni un emozionatissimo Luca Barbareschi prende la parola dopo la piacevole introduzione di Franco Di Mare, chiamato a condurre la presentazione. Con la voce spezzata dall’emozione dei ricordi e del prossimo importante traguardo anagrafico (compirà 60 anni l’anno prossimo), introduce - dopo l’intervento dell’Assessore Marinelli e prima di passare alla presentazione degli spettacoli in cartellone - le novità “dirompenti” che renderanno il teatro più glorioso di Roma un polo d’eccellenza. L’obiettivo è creare una “community”, realizzare un punto di aggregazione che possa ampliare la possibilità di offerte culturali. Non solo spettacoli, ma una commistione sinergica tra arte e scienza, tra intrattenimento e servizi di accoglienza, scuola di recitazione e formazione, bar e servizi di ristorazione.

A seguito del successo riscosso nei maggiori teatri d’Italia, Carlo Cecchi approda al Teatro Carignano di Torino con “La dodicesima notte’’ di William Shakespeare, opera sulla quale il regista aveva già avuto occasione di riflettere nell’anno 1992. Lo spettacolo, che si avvale della brillante traduzione di Patrizia Cavalli, viene riproposto in un formato fresco e godibile grazie sopratutto a un cast di giovani attori che insieme concorrono a realizzare una piacevole commedia corale fondata sul gioco degli scambi e sull’equivoco. Una scenografia astratta composta da un minimale fondale nero viene animata dall’utilizzo di abiti colorati e dalla presenza di musicisti che concretizzano una commedia volutamente molto dinamica e leggera, che rifugge dalla pretesa di essere realistica o illustrativa. La follia che percorre l'intero spettacolo trova il suo capro espiatorio nel più pazzo dei personaggi, il maggiordomo Malvolio, interpretato dal bravissimo capocomico Carlo Cecchi, che porta in scena un personaggio eternamente in bilico tra il comico e il drammatico. L’immancabile lieto fine vedrà l’inganno vinto dalla forza dell’amore.

Sino al 21 dicembre, al Teatro Franco Parenti di Milano, va in scena "Il Lavoro di Vivere", di Hanoch Levin. Lo spettacolo ha un duplice vantaggio: farci scoprire questo drammaturgo israeliano di grande spessore poco conosciuto in Italia e presentarci un lavoro intenso, dove la compostezza, la pulizia e il rigore della regia di Andrée Ruth Shammah esaltano la recitazione asciutta, divertita e graffiante di Carlo Cecchi in una quotidianità che si fa metafora.

Anche la nuova stagione del Teatro Eliseo di Roma è stata annunciata. Tra intramontabili classici e nuove drammaturgie, per il 2014/2015 ci aspettano, tra sala grande e Piccolo Eliseo, 27 spettacoli di cui ben 14 prime assolute, con una programmazione all'insegna della leggerezza intelligente, di opere dal respiro internazionale e di nomi storici del teatro. Continua e si arricchisce anche la collaborazione con Romaeuropa Festival i cui spettacoli da quest'anno saranno a disposizione degli abbonati. Tante anche le altre iniziative collaterali, dai concerti di musica sinfonica per Eliseo Classica alla ricca programmazione di Eliseo Scuola, alla partnership con l'Accademia Silvio D'Amico: tante iniziative per affrontare e superare il grave momento di crisi del teatro.

Il Teatro Franco Parenti di Milano ha presentato la nuova stagione 2014-2015, che attraversa l’intero anno per arrivare all’Expo; è un piccolo cambiamento, un segno, insieme a molti altri, di come il Teatro si trasformi, cominci a fare cose diverse per rispondere alla crisi ed incidere sulla stessa. Non è un caso infatti, che la campagna abbonamenti si apra con le ben note parole di Einstein: “non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose(..). E’ nella crisi che sorge l’inventiva (…) e l’unica crisi pericolosa è la tragedia di non volere lottare per superarla.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 21:08

La Serata a Colono - Teatro Argentina (Roma)

Dal 30 gennaio al 17 febbraio. Gli autori italiani contemporanei hanno di che uscirne depressi e frustrati. Se ci sono voluti ben quarantacinque anni perché questa “Serata a Colono” di Elsa Morante, capolavoro teatrale e poetico della letteratura italiana, per di più parto felicissimo di una delle maggiori scrittrici del ‘900, pubblicato dalla Einaudi nel 1968 nella raccolta poetica “Il mondo salvato dai ragazzini”, trovasse la via del palcoscenico, ebbene possiamo tutti star freschi ad aspettarci con maggiore frequenza un’innovazione dal teatro italiano. E c’è voluto l’impegno ostinato di Carlo Cecchi che del testo fu uno dei primi lettori e ammiratori, in ottima compagnia di Carmelo Bene e Eduardo De Filippo, per riuscire nell’impresa di portare in scena un testo difficile, affascinante, densissimo che certamente ha ispirato un regista innovativo e aperto alle sinergie artistiche come Mario Martone.

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