Dal 24 al 28 gennaio è andato in scena in prima nazionale, al Piccolo Teatro Studio Melato, “Matilde e il tram per San Vittore”, scritto e diretto da Renato Sarti, tratto dal libro “Dalla fabbrica ai lager” di Giuseppe Valota, con Maddalena Crippa, Debora Villa, Rossana Mola e Marika Giunta/Giulia Medea nel ruolo di Matilde. A causa degli scioperi che dal 1943 paralizzarono i grandi stabilimenti del Milanese, le case operaie di Sesto San Giovanni, Milano, Cinisello e dei comuni limitrofi furono teatro di retate che portarono alla deportazione nei lager di 570 lavoratori. “Matilde”, attraverso le voci di madri, mogli, sorelle e figlie dei deportati, mette in luce il “non eroismo” di chi si oppose al nazifascismo. Lo spettacolo ha il merito di unire il teatro di informazione storica e di denuncia con il gusto della narrazione e della finzione senza ridursi al teatro-giornalismo che sta diventando di moda. I riferimenti precisi alle cronache non fanno perdere il testo di attualità e gli argomenti noti si vestono di emozioni e di tenerezza in certi momenti. Uno spettacolo intenso, possente, che riesce a dare una visione, quasi cinematografico. Davvero brava Maddalena Crippa, nel doppio ruolo di narratrice e di coprotagonista, che conferma la sua grande versatilità.

Una donna anziana, sola. Un leggio, un tavolino e un muro imponente. Al Teatro Elfo Puccini con “Muri - prima e dopo Basaglia” torna a calcare il palco una straordinaria Giulia Lazzarini nei panni di Mariuccia, un’infermiera della Trieste basagliana. Uno spettacolo emozionante, firmato da Renato Sarti, che racconta cos’era un manicomio prima della legge 180: non un luogo ma uno schema d’abbandono, una violenza perpetuata. È con l'arrivo di Basaglia che ogni cosa cambia: “Io non so esattamente cosa sia questa follia, io so solo che legare qualcuno che sta male non è terapeutico”. In scena tutta una vita intera a dimostrazione che i muri crollano, sì, ma solo se si è abbastanza coraggiosi da abbatterli.

“Otello Spritz”, produzione 2013 del Teatro della Cooperativa, torna in scena dal 7 al 12 marzo al Teatro Filodrammatici di Milano. Lo spettacolo è, come evincibile dal titolo, un adattamento in chiave contemporanea della celebre tragedia “Otello” di William Shakespeare, ed è stato realizzato da Renato Sarti in collaborazione con Bebo Storti. I due attori prestano le loro sembianze rispettivamente a Iago e a Otello e sono affiancati da Elena Novoselova, che veste i panni di Desdemona.

Il 25 dicembre del 1996, un battello carico di migranti affondò al largo delle coste siciliane. Le vittime furono 283. Le autorità e i mass media, a parte alcune rare eccezioni, nonostante le testimonianze dei superstiti, non se ne occuparono, e così la tragedia di Natale divenne “Il naufragio fantasma”. Questi dolorosi eventi vengono rievocati sul palcoscenico del Teatro Filodrammatici di Milano da Renato Sarti e Bebo Storti nello spettacolo “La nave fantasma” prodotto dal Teatro della Cooperativa.

Il Teatro Litta, sul suo piccolo e storico palcoscenico ospita dal 17 al 29 marzo una produzione del Teatro della Cooperativa, con la regia del grandioso Renato Sarti e il sincero talento di Matthieu Pastore, che ha anche tradotto il testo dal francese. Nato a Lione nel 1989, ha vissuto in Italia a partire dai 19 anni; qui nel 2012 ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione ed è soprattutto capace di deliziarci con questo monologo splendido e quasi magico, "Titanic - The great disaster". Scritto nel 1992, il testo provoca ancora la meraviglia per un autore sensibilissimo, Patrick Kermann, che nel 2000, a soli 41 anni, si è tolto la vita. Secondo lui, il palcoscenico “serve a incarnare e disincarnare il materiale e l’immateriale, il visibile e l’invisibile, poiché il teatro è il territorio della morte dove i viventi tentano la comunicazione con l’aldilà…”. Ma il bravissimo, corpulento, agile e ottimo affabulatore Matthieu incanta la platea per l’intero spettacolo, ricavandone al termine una meritata ovazione.

Venerdì 27 marzo (ore 21) al Teatro India va in scena CLAREL_ poema e pellegrinaggio in Terra Santa, una delle opere meno conosciute ma più appassionanti di Herman Melville, che Valter Malosti trasforma in un sorprendente “concerto” per voce e musica elettronica. Un piccolo poemetto che riesce a toccare le corde profonde della spiritualità attraverso il racconto del pellegrinaggio in Palestina di un giovane studente americano.

Il giovane Matthieu Pastore, diretto dall’inossidabile Renato Sarti, sbarca al Teatro Litta con il suo Titanic - The Great Disaster - Soliloquio marittimo per 2.201 personaggi e 3.177 cucchiaini. Il testo firmato Patrick Kermann, si configura come un singolare memento mori “ad uso di fari, capitanerie, stazioni marittime ed altri ventri della balena”, che dal profondo degli abissi fa emergere, come bolle d’aria, ricordi, episodi, ossessioni. Morto nell’affondamento del transatlantico, Giovanni racconta la sua storia: la parabola del sogno di un emigrante friulano, annegato tra le onde del destino, allegoria del nostro mondo vicino alla catastrofe. Curiosi di conoscere i dettagli di questo inconsueto progetto teatrale ne abbiamo incontrato il protagonista, Premio Hystrio alla vocazione teatrale 2012.

Una coreografa, una regista e un compositore: Lara Guidetti, Carmen Giordano e Carlo Boccadoro insieme per questo spettacolo prodotto da CRT Milano in prima nazionale al Teatro dell’Arte dal 9 al 21 dicembre. Aleggia su Della caduta un passo di danza una famosa poesia attribuita a Pessoa, una sorta di atto di fede nella vita, nel coraggio di continuare.

Dal 6 al 9 novembre. Il sogno di una cosa è stato realizzato da Marco Baliani con una doppia urgenza. La prima è quella di commemorare i quarant’anni dalla strage di Piazza della Loggia a Brescia, il 28 maggio 1974 quando, durante una manifestazione contro il terrorismo fascista venne fatta esplodere una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti. L’attentato causò la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue. E l’altra, non meno significativa oggi, quella di dare spazio ad un compositore contemporaneo, Mauro Montalbetti.

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