Nell’ambito del Calabbria Teatro Festival 2017 è stato presentato il libro Cosa manca di Giovanni Battista Algieri, I classificato alla prima edizione del Premio Internazionale Città di Castrovillari – Poesia, Prosa, Arti figurative e Teatro.

Un romanzo sul tema dell’assenza, quella del lavoro che colpisce soprattutto i giovani, tema sul quale la Calabria purtroppo è da sempre sensibile.

Continua il “Festival dei corti teatrali”, inserito nel cartellone del Calàbbria Teatro Festival. Altri tre spettacoli, della durata massima di trenta minuti, in programma nella kermesse culturale organizzata da Khoreia 2000. La seconda serata propone al pubblico “Vinni a u’ munnu”, scritto e diretto da David Mastinu, “Ilse Stuttgard, Vedova Kauffman” di Michele Zaccagnino e “Tiffany” di e con Christian Gallucci e Anna Sala.

Al Calàbbria Teatro Festival va in scena la maratona dei corti teatrali. Dal 12 al 14 ottobre, tre spettacoli a serata, a tema libero, ognuno della durata approssimativa di venti minuti. Le opere sono state valutate da una giuria tecnica composta da Federico Prosperi, Diletta D’Ascia, Umberto Caraccia e Federica Grisolia, e dal pubblico in sala per un giudizio popolare. Ad inaugurare la quarta edizione del “Festival dei corti” gli spettacoli “Io non avevo mai deciso di volare”, “Piscik” e “Decisamente single”.

La settima edizione del Calàbbria Teatro Festival pensa ai più piccoli con “La poesia in una bolla di sapone”, spettacolo di mimo di e con Achille Veltri. Un viaggio nel magico mondo delle bolle, dove lo spettatore, in perfetta sintonia, è accompagnato dalle musiche. Quando i pensieri diventano poesia e divertimento.

Tra sacro e profano. Paranormale ed insolito. Sapori, profumi e ricordi d’infanzia. Debutta con un tuffo nel passato il primo, originale, spettacolo di mentalismo, in cartellone per la settima edizione del Calàbbria Teatro Festival: “Mind Cabaret” di Francesco Busani. E non poteva essere altrimenti data la tematica sul tempo che farà da filo conduttore all’intera kermesse culturale, in programma a Castrovillari fino al 15 ottobre.

Al via l’appuntamento autunnale con il teatro, organizzato dall’Associazione Culturale Khoreia 2000 per la direzione artistica di Rosy Parrotta e quella organizzativa di Angela Micieli, che da domenica 8 ottobre a domenica 15 ottobre, trasformerà il Teatro Vittoria, il Protocovento francescano ed il Castello aragonese di Castrovillari in uno spazio unico dedicato alla cultura con la tematica di questa edizione, dedicata al tempo.

La donna che disse no, testo e regia di Pier Paolo Saraceno, vince l’edizione 2016 del Calabbria Teatro Festival nel segno dell’impegno, ispirato ad un fatto di cronaca, che riesce a raccontare in modo innovativo, dando vita ad un vero spettacolo teatrale che unisce il teatro di denuncia e il giornalismo alla narrazione lirica. Ritorno a Verona di Emiliano Minoccheri, poetico monologo ispirato allo shakespeariano Romeo e Giulietta arriva secondo classificato, premiato per l’interpretazione e l’originalità della visione che rilegge la società di oggi nel segno di ieri. Al terzo posto Fa curriculum (Stiamo lavorando per noi) di e con Antonio Randazzo e Antonio Roma, bella interpretazione ironica su un tema di attualità, la disoccupazione che diventa un inno all’arte.

Una presentazione a cura di Francesca Scopelliti, che fu compagna di Tortora e visse al suo fianco la vicenda giudiziaria nota. Lettere a Francesca - pubblicate da Pacini Editore - di Enzo Tortora. Una vicenda intima che porta alla ribalta una questione universale quella della giustizia giusta e soprattutto mediatizzata. Il ruolo del giornalismo al tempo della spettacolarizzazione televisiva.

Migrazioni, migranti, accoglienza e incontro-scontro con l’altro, che è talora alter ma a volte alias, alieno, al centro dei tre spettacoli delle serate del Calabbria Teatro Festival in attesa della maratona dei dodici "corti" che caratterizzano la rassegna. In modo assolutamente diverso si confrontano sul tema originario ed esistenziale dell'uomo viaggiatore della vita, alla ricerca di una condizione migliore, della terra promessa o in fuga da una situazione insostenibile. "Oz" affronta il tema in modo onirico, giocoso, con gli occhi di una bambina che insegue un sogno e prova a distinguere tra male e bene. "Se son rose..." è una performance che mette in luce la possibilità di una comunione oltre la comunicazione, al di là delle lingue: sceglie il linguaggio universale dei fiori. "Il riscatto" è un sogno avverato senza perdere la tenerezza, la memoria delle radici della savana. Il racconto in prima persona di un cammino senza perdere il coraggio, attraversando l'orrore documentato dai telegiornali e da un giornalismo troppo spesso emozionale e voyeuristico. L'ultimo capitolo di questa "trilogia involontaria" ci raccomanda di non perdere il sorriso, di leggere tra le righe e di affilare le armi dell'ironia contro chi, come dice l'esordio, "semina povertà, raccoglie profughi".

E’ partita l’arca della cultura e della contaminazione della VI edizione del Calàbbria Teatro Festival, dedicata quest’anno al tema delle migrazioni. La premessa è che la cultura consenta di andare oltre le barriere con la complicità del territorio. Un’attenzione anche al tema dell’ambiente.

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