Un viaggio nella storia del meticciato che coincide con la storia dell’umanità, un’opportunità prima che un dovere morale. Questa la chiave di un saggio che ha il sapore di un viaggio in prima persona dell’autore, “figlio” di Jorge Amado e di quel Brasile che rappresenta un modello involontario dell’ibridazione come creatività, all’apparenza razzista ma nella sostanza accogliente. Andando a zonzo nello spazio e nel tempo Barba ci regala pennellate colte, mai accademiche, di un dato di fatto mai riconosciuto abbastanza dalla miopia della disonestà intellettuale.

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