Tanta è stata la richiesta di biglietti che al Franco Parenti di Milano hanno dovuto organizzare delle repliche straordinarie per “Un cuore di vetro in inverno”, nuovo spettacolo di e con Filippo Timi. Un'ora e mezza di sospensione tra sogno, realtà, divertimento, commozione e lucida follia.

In prima nazionale, “Un cuore di vetro in inverno” ha inaugurato dal 23 al 28 ottobre la stagione del Teatro della Pergola. Spettacolo mirabolante di e con Filippo Timi, prodotto dal milanese Teatro Franco Parenti e dalla Fondazione Teatro della Toscana, con qualche tono ammiccante cerca di provocare la risata nel pubblico, eppure conferma la grande presenza scenica dell’attore umbro e la sua versatilità che qui diventa virtuosismo, passando da un genere all’altro nel giro di un’ora e un quarto. Il testo, che forse risulta un po’ coperto dagli “effetti speciali” della scenografia e dalla quantità di personaggi e cambi di situazioni, è un inno alla vita di struggente malinconia, la difesa del sogno che è l’unica ragione per la quale viviamo insieme all’amore, oltre a costituire il motore della storia. Per questo qualcuno ha addirittura osato credere di poter andare sulla Luna.

Non è più un mistero lo scenario che circonda i Bagni Misteriosi, uno dei luoghi più suggestivi che Milano, da qualche tempo a questa parte, possa custodire. “Stasera si può entrare, fuori” (fino al 28 maggio) è l'occasione per scoprire gli spazi ancora inesplorati che appartengono alla Palazzina dei Bagni Misteriosi (siamo al Teatro Franco Parenti), luoghi che una volta ospitavano gli spogliatoi, le caldaie e i locali di servizio del Centro Balneare Caimi, nel cuore di Porta Romana, a cui gli abitanti del quartiere, e non solo, sono tanto legati e che oggi stanno rinascendo come spazi di lavoro e di creazione a favore dell'arte e della città.

Mercoledì, 22 Febbraio 2017 20:32

Una casa di bambola - Teatro Argentina (Roma)

Si rinnova nel segno di Henrik Ibsen il riuscitissimo sodalizio artistico tra l’istrionico Filippo Timi e la ricercata cifra registica di Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro Franco Parenti che in questa circostanza firma anche traduzione e adattamento del capolavoro norvegese del 1879. Sullo sfondo dell’elegante e claustrofobico spazio scenico concepito da Gian Maurizio Fercioni, un sontuoso appartamento borghese dietro il cui decoro rosa antico si annida la putredine di menzogna, solitudine, incomprensione e silenzi, deflagra il dramma di Nora e Torvald Helmer: un funambolico Timi veste i ruoli di tutti i personaggi maschili principali, mentre la tormentata eroina ibseniana è incarnata magistralmente da una sensibile, intensa, vibrante Marina Rocco.

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