"Il Mistero della Mente" è il Festival di Teatro Sociale e delle Diversità voluto dalla Nuova Accademia Internazionale d’Arte Drammatica - Q Academy diretta da Alvaro Piccardi e presieduta da Antonio Calenda. Dell’Accademia e delle sue iniziative è Main Sponsor la Fondazione Roma - Arte - Musei. Il Festival si svolgerà dal 20 al 29 aprile al Teatro Quirinetta e prevede una programmazione ricca di incontri e di spettacoli.

Ha debuttato alle Carrozzerie n.o.t., coraggiosa fucina di drammaturgia contemporanea ed accogliente spazio performativo, il nuovo progetto teatrale della romana Compagnia Marabutti, concepito e sviluppato in sinergia con la bolognese Associazione Culturale Nahìa. Nell'articolato groviglio metateatrale innescato dal testo di Lorenzo De Liberato, abilmente dipanato dalla brillante direzione registica di Paolo Zaccaria e dello stesso De Liberato, uno sgangherato manipolo di attori si riunisce in un fatiscente teatrino della desolata provincia russa nel poco convinto tentativo di mettere in scena "Il Gabbiano" di Anton Cechov. In un inconsueto quanto straniante cortocircuito i componenti della compagnia sono proprio alcuni dei protagonisti del capolavoro cechoviano da rappresentare, in un costante intersecarsi di piani narrativi e livelli semantici. Dubbiosi sulle loro effettive potenzialità artistiche, ben più coinvolti da continui attriti, malintesi, delusioni amorose e sbornie moleste, vedranno il fantasma del fallimento concretizzarsi in maniera sempre più distinta ed ineluttabile.

La compagnia Marabutti porta in scena il nuovo spettacolo La patetica. Tre sgangherati movimenti sulle note di Cechov, dal testo inedito di Lorenzo De Liberato, che ne cura anche la regia insieme a Paolo Zaccaria.

Sergio Basile, dopo anni di incontri e visitazioni con Torquato Tasso, ha deciso di portare in scena L’Aminta insieme ad un gruppo di giovani attori neodiplomati. La messinscena parte dalla reclusione, durata sette anni, di Tasso nel manicomio di Sant’Anna, dalla sua follia, oggetto di secolari discussioni, che consegnò per sempre alla storia un personaggio e non più una persona.

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