“Otello Spritz”, produzione 2013 del Teatro della Cooperativa, torna in scena dal 7 al 12 marzo al Teatro Filodrammatici di Milano. Lo spettacolo è, come evincibile dal titolo, un adattamento in chiave contemporanea della celebre tragedia “Otello” di William Shakespeare, ed è stato realizzato da Renato Sarti in collaborazione con Bebo Storti. I due attori prestano le loro sembianze rispettivamente a Iago e a Otello e sono affiancati da Elena Novoselova, che veste i panni di Desdemona.

Ritorna in scena uno dei cavalli di battaglia del Teatro della Cooperativa, “Mai Morti”, con Bebo Storti protagonista di un monologo scritto e diretto da Renato Sarti. “Mai Morti” è uno spettacolo che fa discutere, arrabbiare, divide, emoziona e commuove. Con una scrittura evocativa (una sorta di affabulazione nera), Renato Sarti ripercorre la nostra storia recente attraverso i racconti di un uomo mai pentito, per riflettere su quanto - in Italia - razzismo, nazionalismo e xenofobia siano ancora difficili da estirpare.

Il 25 dicembre del 1996, un battello carico di migranti affondò al largo delle coste siciliane. Le vittime furono 283. Le autorità e i mass media, a parte alcune rare eccezioni, nonostante le testimonianze dei superstiti, non se ne occuparono, e così la tragedia di Natale divenne “Il naufragio fantasma”. Questi dolorosi eventi vengono rievocati sul palcoscenico del Teatro Filodrammatici di Milano da Renato Sarti e Bebo Storti nello spettacolo “La nave fantasma” prodotto dal Teatro della Cooperativa.

Il Teatro Filodrammatici di Milano rende omaggio, a suo modo, al genio teatrale di Shakespeare, in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte. Non aspettatevi però di incontrare sul suo palco Amleto, Re Lear o Puk; anche quest'anno infatti, lo storico teatro milanese si vanta di essere “Shakespeare-free”. Troverete però, come in Shakespeare, spettacoli che prendono ispirazione dalla contemporaneità, capaci di far ridere e pensare, che introducono il dubbio, la malinconia, che incrinano la visione del mondo in ordine e sicuro, proprio come quelli del bardo di Avon, che frantumavano la vecchia visione del mondo medievale.

Dal 15 al 27 giugno. Il destino può riservare strani incontri, come quello tra il commissario Luigi Calabresi e l’anarchico Giuseppe Pinelli, che nell’aldilà si trovano a camminare fianco a fianco. Un confronto surreale e grottesco a cui si aggiungono le voci, ora amare ora rassegnate, di altre vittime del terrorismo e della lotta armata. Lo scenario cambia quando improvvisamente irrompe sulla scena, attraverso un singolare collegamento video, un dio ironico e anticonvenzionale, un vero e proprio deus ex machina impersonato da Paolo Rossi, che decide di rispedire questa strana coppia sulla Terra, ai giorni nostri, a Milano. Renato Sarti e Bebo Storti sono i protagonisti de "Il carnevale dei truffati" di Piero Colaprico, in scena al Teatro della Cooperativa di Milano.

Si è svolta venerdì 5 giugno al Teatro Elfo Puccini la seconda edizione del Premio Comicità dedicato a Gianni Palladino, amico e compagno di tanti attori, interprete dello storico spettacolo ‘Comedians’ che 30 anni fa circa lanciò una quantità di personaggi comici divenuti poi celebri come Claudio Bisio, Paolo Rossi, Renato Sarti e Elio De Capitani, Antonio Catania, Gino e Michele, Gigio Alberti, con la regia di Gabriele Salvatores. Palladino, ottimo cabarettista e attore brillante, è scomparso nel 2008; il vuoto che ha lasciato viene un po’ colmato da questa iniziativa partita lo scorso anno, con cui si vogliono selezionare gruppi comici capaci di far ridere un pubblico smaliziato come quello milanese. Per la serata sono giunte sette compagnie da vari luoghi d’Italia, per l'occasione valutate da una giuria selezionata, composta dai vecchi amici e compagni Gino e Michele, Elio De Capitani, Bebo Storti, Renato Sarti e Claudio Bisio. Ma anche tutti gli spettatori hanno avuto la possibilità di esprimere una preferenza grazie a schede valutative distribuite ovunque nella grande sala del teatro.

Sabato, 18 Ottobre 2014 20:49

Il Testimone - Teatro Quirino (Roma)

Una rappresentazione di grande leggerezza ed originalità, un modo arioso e decisamente ironico per raccontare il dramma dei drammi: la collusione della giustizia con la mafia. Semplicemente inammissibile. Una scena fatta di nulla se non di simboli, faldoni, luci che spesso non funzionano e soprattutto parole illustra il dolore e l’opportunità di essere almeno una volta nella vita testimoni, se non della verità, della sua ricerca. Nonostante tutto è un testo di speranza perché afferma che opporsi è possibile e che il coraggio di non arrendersi, di scrivere e di testimoniare è già di per sè una vittoria.

La Premiata Ditta Sarti e Storti è un fuoco di fila di invenzioni continue. Si ha l’impressione, alla fine di un loro spettacolo, che abbiano afferrato - più di altri colleghi ben più blasonati - l’essenza del teatro. Ci si lamenta sempre dei tagli alla cultura, ma si sottovaluta un altro drammatico problema: i palcoscenici in Italia sono pieni di ‘travet’ dello spettacolo, timbrano il cartellino svogliatamente per poi tornare a casa dai propri cari (sempre che abbiano qualcuno che li aspetta, perché il più delle volte passano la serata a lamentarsi con se stessi di essere dei geni incompresi). Bebo e Renato invece si divertono, tirano fuori una carica vitale che contagia immediatamente i fortunati spettatori. Il sarcasmo feroce di Storti al servizio del Moro di Venezia: uno sposalizio perfettamente riuscito.

In uno dei suoi celebri aforismi, Oscar Wilde sentenziò che il giornalismo è illeggibile, mentre la letteratura non è letta. Chissà come avrebbe reagito il Bardo Irlandese di fronte alla prosa di Gianni Brera. Chi era Brera? Gli amanti delle facili classificazioni si arrendano. La classe non è acqua. Nel caso del ‘Gioànn’, la classe traeva ispirazione dall’acqua. Precisamente, dalle acque dell’Oltrepo Pavese.

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