Per la stagione 2018-2019, il sipario del Teatro Vittoria si alzerà per ben diciannove debutti, quattordici in abbonamento e cinque fuori abbonamento. La stagione che verrà persegue un disegno culturale di ampio respiro, in cui il cartellone intreccia le produzioni della compagnia Attori & Tecnici a numerosi ospiti, eventi speciali, nuova drammaturgia, musica d’autore, progetti importanti che contribuiranno al benessere della capitale, percorsi di approfondimento e momenti in cui il teatro è vissuto anche fuori dal palcoscenico. Per continuare ad essere con rinnovato entusiasmo un teatro di tutti e per tutti, il cartellone è adatto a tutti i gusti e tutte le età, composto da titoli dettati da una scelta che ha tenuto in considerazione nomi di rilievo di molti interpreti e registi di indubbia fama, così come testi in grado di coniugare tradizione ed innovazione.

Un triennio importante quello che si aprirà con la stagione 2018-2019 del Teatro Quirino. Ricorrerà, nel 2021, il centocinquantesimo compleanno della storica sala romana, una grande occasione di festeggiamenti e celebrazioni che seguiranno alle imminenti operazioni di restyling della struttura nata nel 1871. Nel presentare in netto anticipo - rispetto alle consuetudini, e rispetto agli altri teatri romani - la programmazione della prossima stagione, il Presidente - e co-direttore artistico unitamente a Guglielmo Ferro - Geppy Gleijeses sottolinea, in apertura della conferenza, l’avvilente carenza di contributi da parte delle Istituzioni. Non perde neppure l’occasione per un riferimento incisivo alla nota vicenda del finanziamento al Teatro Eliseo, ora alle valutazioni della giustizia amministrativa, avendo presentato, alcuni tra i teatri più importanti della città, un ricorso contro il contribuito assegnato alla sala diretta da Luca Barbareschi.

Dal 13 al 18 febbraio. Tra i più apprezzati autori sulla scena contemporanea della danza italiana e reduce dal successo del riallestimento di “Giulietta e Romeo”, Fabrizio Monteverde firma per la storica compagnia del Balletto di Roma la nuova versione di un classico d’eccezione: “Il Lago dei Cigni…ovvero il Canto”. Tra le suggestioni di una favola d’amore crudele e i simboli di un’arte che sovrasta la vita, il coreografo reinventa il più famoso dei balletti di repertorio classico su musica di Čajkovskij, garantendo quell’originalità coreografica e registica unica che da sempre ne caratterizza le creazioni e il successo.

Il Teatro Carcano di Milano si rinnova intrecciando, nel cartellone 2015/2016, esperienze artistiche e linguaggi diversi; si presenta contemporaneo, colto e popolare; sensibilità ed intelligenza creano un ponte tra avanguardie, siano esse vecchie o nuove, ed il teatro di tradizione. Perchè il teatro oggi non è più solo un teatro di prosa, un luogo dove fruire di uno spettacolo e rientrare a casa; ma è uno spazio di incontro tra generazioni e generi artistici, una piazza di scambio dove si mescolano pubblico e performance. Prosa sì, ma, cosa nuova per il Carcano, di drammaturgia contemporanea.

"Come simbolo della nostra ventisettesima stagione abbiamo pensato ad un cerchio magico ellittico, un vortice, una spirale, uno spazio bianco da riempire, ma anche un occhio! Occhio come sguardo totale e periferico, sguardo al futuro e al passato. Uno sguardo sulla realtà che ci circonda, un occhio che vigila, attento indagatore, specchio dell'anima inteso come animus mundi. Occhio che si accende come un riflettore sul mondo, che svela bellezza e atrocità, fonte di lacrime e stupore e appagamento." Così il direttore artistico Manuela Kustermann ha presentato oggi la ricchissima stagione 2015/2016 del Teatro Vascello.

MilanOltre Festival, giunto alla sua XXVIII edizione, torna nel capoluogo meneghino dal 27 settembre al 12 ottobre 2014. L’imperdibile appuntamento di portata internazionale è dedicato alla danza e ai diversi linguaggi che la caratterizzano: balletto, teatro danza, performance fisica e danza contemporanea. Sembra quasi che, anche se con enormi sforzi da parte di tutti gli attori della scena culturale, si vada delineando un disegno ambizioso ma concreto per Milano: quello di riconoscerle lo status di capitale culturale permanente per lo spettacolo dal vivo. E il MilanOltre Festival è sicuramente un contributo consistente a questo concetto di cultura intesa, anche, come volano dello sviluppo economico e sociale della città.

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