Ritorna in scena “TREND - nuove frontiere della scena britannica”, la ricchissima rassegna curata da Rodolfo di Giammarco, giunta ormai alla XVI edizione. L’appuntamento è come di consueto al Teatro Belli, dal 10 ottobre al 17 dicembre.

Non perde il piglio appassionato che lo caratterizza ogni volta alla presentazione degli spettacoli scelti per la nuova stagione. Che piaccia o no, che ispiri simpatia o meno, Luca Barbareschi affronta la numerosissima platea del suo teatro con aria benevola, empatica, passionale. Concentrato esclusivamente sul valore dell’arte e nella convinzione dell’importanza delle politiche culturali. Rimarrà deluso chi si aspettava la sua controffensiva alle manifestazioni di dissenso espresse da molti addetti ai lavori sul conto del noto emendamento (ormai legge) che attribuisce al Teatro Eliseo un finanziamento di 8 milioni di euro per il biennio 2017/2018.

Martedì, 13 Dicembre 2016 20:32

Costellazioni - Teatro dell’Orologio (Roma)

Approda al Teatro dell’Orologio, dopo tre stagioni consecutive di repliche accolte dall’entusiasmo unanime di pubblico e critica, l’emozionante “Costellazioni” del drammaturgo inglese Nick Payne, impreziosito dalla regia ricercata ed evocativa di Silvio Peroni e dalle interpretazioni magistrali di Aurora Peres e Jacopo Venturiero. La fisica quantistica, negli insondabili territori della teoria del caos, dipinge un infinito caleidoscopio di universi paralleli ed esistenze possibili; come si coniugano però queste astratte speculazioni scientifiche con l’esistenza quotidiana di un uomo ed una donna comuni? Lo scopriremo addentrandoci nei meandri della storia d’amore di Marianna e Orlando, gettando lo sguardo negli angoli più reconditi delle svolte obbligate che il destino porrà loro dinanzi, tra maldestri approcci seduttivi, innamoramenti dirompenti, dolorosi allontanamenti e lo spettro della malattia e della morte che si profila sempre più nitido all’orizzonte.

Con un cast parzialmente diverso da quello d'esordio, "Prima di andar via" di Filippo Gili, con lo stesso autore, Ermanno De Biagi, Michela Martini, Aurora Peres e Silvia Benvenuto diretti da Francesco Frangipane, approda anche al Teatro dell'Orologio dal 25 al 28 febbraio a concludere la "Trilogia di mezzanotte" (presentata, per l'occasione, in senso inverso).

Teatrodilina è un gruppo di persone con esperienze diverse, che si sono unite con il proposito di condividere una pratica e un’idea di teatro. Dal suono al video, dall’arte contemporanea alla scrittura, dal cinema alla musica. Alla base del lavoro c’è la volontà di inventare spettacoli restituendo frammenti dei loro percorsi e andando alla ricerca di una comune identità, che sembra perduta ma non in modo irreparabile. Fare teatro è il gesto più contemporaneo e potenzialmente dirompente. Selezione InBox nel 2013 con Zigulì e nel 2015 con Le vacanze dei signori Lagonìa. Il Teatro dell'Orologio dedica a Teatrodilina il secondo percorso monografico della stagione 2015/2016.

Con due mesi di programmazione, non è esagerato dire che “Trend – Nuove frontiere della scena britannica”, in calendario al teatro Belli di Roma dal 13 ottobre all’11 dicembre, rassegna-festival che ha il sostegno del Comune di Roma, è l’appuntamento italiano più solido, più specializzato, più diversificato e più esteso in tema di drammaturgia contemporanea inglese prontamente tradotta e convertita in reading, mise en espace e spettacoli con attori e registi di casa nostra.

Il Teatro Filodrammatici di Milano rende omaggio, a suo modo, al genio teatrale di Shakespeare, in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte. Non aspettatevi però di incontrare sul suo palco Amleto, Re Lear o Puk; anche quest'anno infatti, lo storico teatro milanese si vanta di essere “Shakespeare-free”. Troverete però, come in Shakespeare, spettacoli che prendono ispirazione dalla contemporaneità, capaci di far ridere e pensare, che introducono il dubbio, la malinconia, che incrinano la visione del mondo in ordine e sicuro, proprio come quelli del bardo di Avon, che frantumavano la vecchia visione del mondo medievale.

Un testo struggente, cucito addosso al personaggio protagonista, nonché autore, di alta commozione; regia pulita, asciutta, intensa e incisiva; attori ben calati nelle parti, masticano il testo che sembrano vivere in diretta, un corpo unico con il pubblico, sussurrato, raccolto in alcuni momenti, rabbioso in altri, dove i corpi nel loro intreccio, mutismo, dolore diventano maschere che sostituiscono la voce. Un lavoro di peso, coraggioso, con il pregio dell’umiltà.

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