Una singolare rilettura di un poeta dimenticato in vita come dopo la morte, sospeso e condannato per questo, perché di razza incerta, tra l’Italia, anzi la Sicilia e la Tunisia, con ascendenze maltesi. Una breve vita minata nell’anima e nel corpo e una sola via di fuga: la poesia che diventa allo stesso tempo la sua condanna. Beatrice Monroy ci restituisce l’uomo Scalési, lo Scalisi fattosi francese, che vive di parole e per la parola, il dietro le quinte di una vita in sordina. Gli rende giustizia, riportando la memoria su una figura importante e sconosciuta, non fosse per pochi appassionati tra la Tunisia e la Sicilia. Un ritratto implacabile anche di una burocrazia crudele, ieri come oggi, che riduce un uomo fragile, poeta a un numero, matricola 8883. Un affresco sullo sfondo, infine, del potere della lingua nella vita, segno di appartenenza o di esclusione.

“Utopia” di Tommaso Moro

Scritto da Domenica, 22 Aprile 2018

Traduzione di Ugo Dotti

Un grande classico, che tutti citano, ormai una metafora del pensiero, che credo però poco letto. Una fonte di riflessione di grande attualità tradotto e curato in modo molto efficace da Dotti, con un linguaggio chiaro, incisivo e di grande sintesi. Le sue pagine introduttive e le sue note non farraginose sono una vera e propria guida alla lettura. Testo che conserva il sapore della narrazione e dell’immaginazione offrendo, al di là di qualche aspetto datato e compiacente all’escamotage narrativo, una filosofia che oggi invita alla spiritualità al di là delle religioni singole, in un’ottica di universalità e di rigore etico evidenziando come la virtù sia il solo strumento perché una società possa progredire e sopravvivere a se stessa. A mio parere offre in modo originale e intramontabile la possibilità di conciliazione tra la successiva istanza marxista e lo spiritualismo cristiano, all’origine di un pensiero molto più tardivo e rimasto inattuato.

Non staremo qui a ricordare quanto nel mondo della musica e della cultura italiana si senta la mancanza del poliedrico talento di Enzo Iannacci, cantautore, cabarettista, pianista, compositore, attore, sceneggiatore e medico milanese, artista tra i più rappresentativi e prolifici del nostro paese non solo discograficamente, scomparso ora sono quasi cinque anni. Ci pensa, a mettere ancora in rilievo la statura artistica, musicale ed esistenziale unica e irripetibile di Jannacci uomo di musica e di spettacolo, l’interessante volume di Nando Mainardi “L’importante è esagerare - Storia di Enzo Jannacci ”, uscito per Vololibero, giovane casa editrice milanese che dispone già di un catalogo di libri musicali di grande interesse.

Gli Stati Uniti d’America hanno sempre goduto nei confronti dei paesi di tutto il pianeta di un potere culturale, tecnologico, scientifico ed economico che non ha paragoni in occidente.

“A Calais” di Emmanuel Carrère

Scritto da Venerdì, 30 Marzo 2018

Traduzione a cura di Lorenza Di Lella e Maria Laura Vanorio

Un libro breve e denso, un viaggio dentro Calais nella cosiddetta Giungla, quella degli immigrati cercando di raccontare una città non uno zoo dove giornalisti, fotografi e scrittori vanno come in una riserva indiana. Carrère ha il pregio della curiosità reale, non dell’intenzione: racconta non spiega e non procede per tesi, nemmeno quello buone o buonista. Racconta uno spaccato fatto di persone e una città dove viene voglia di andare.

“Jezabel” di Irène Némirovsky

Scritto da Venerdì, 30 Marzo 2018

Romanzo folgorante, con una scrittura incisiva, un noir psicologico, implacabile che squarta il profilo del femminile nei suoi lati deteriori. Di una modernità straordinaria al di là del contesto storico, per altro ben ambientato e dettagliato, quasi cinematografico. Con una scrittura pungente, rapida e scorrevole, partendo da un processo, la storia di una donna, bella, ricca, con una vita sgargiante ma profondamente infelice e terribilmente crudele. L’autrice riesce magistralmente a tenere con il fiato sospeso fino alla rivelazione finale, sconcertante. Al di là degli eccessi fa breccia in noi e credo in molte ci si possa guardare allo specchio in una società molto diversa da quella francese degli anni Trenta ma per certi aspetti simile: il divieto di invecchiare per le donne e il senso profondo di una donna che nasce dall’essere amata, ammirata e riconosciuta dallo sguardo maschile.

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