“Eccomi” di Jonathan Safran Foer

Scritto da Venerdì, 23 Settembre 2016

Eccomi” è il nuovo atteso romanzo di Safran Foer, che dopo alcuni anni di silenzio ritroviamo in libreria, sempre edito da Guanda, con un volume di oltre seicento. Giovane scrittore americano dalla penna incantevole che ci aveva viziato con due bellissimi libri come “Molto forte, incredibilmente vicino” e “Ogni cosa illuminata”.

“Tina” di Alessio Torino

Scritto da Lunedì, 19 Settembre 2016

È difficile raccontare un dolore in estate. Tristezza, malinconia, i silenzi che si avviticchiano addosso mal si combinano con il sole, la brezza marina, i lunghi disimpegnati pomeriggi sulla spiaggia. È difficile raccontare lo smarrimento di quella strana età che è la preadolescenza. Ancor più difficile se questo smarrimento si combina con il senso di abbandono da parte di un padre e la strisciante sensazione che la colpa sia di chi è rimasto.

Per addolcire il ritorno alla quotidianità dopo una bella estate, ci si può tuffare in una lettura avvolgente, divertente, profonda, frammentaria e al contempo unitaria, che porta alla luce inconscio e realtà personali e collettivi.

Un libro da leggere, colto, dotto, complesso ma senza nessun accademismo con il dono della chiarezza. Piacevole lettura che scorre anche se il tema è complesso e l'autore unisce grande competenza anche nella conoscenza linguistica dei testi citati e umiltà, un tono che resta colloquiale. Di grande attualità la materia che riconsidera l'Islam come parte integrante della cultura cosiddetta occidentale e soprattutto cristiana, superando molti luoghi comuni frutto di un sentito dire per lo più strumentale. Un'occasione di approfondimento della civiltà del Mediterraneo e per una rilettura storica e sociologica anche per chi non fosse interessato in modo specifico al mondo arabo-musulmano.

Il libro ripercorre la storia di Viareggio dagli Settanta ad oggi e propone una lettura inedita della crisi della città versiliese, con un auspicio per la rinascita e riaffermazione di un Festival di Puccini di levatura internazionale. Un libro controcorrente, autocritico in certo modo, con il coraggio di essere antisistema, quello della politica locale che ha emarginato un personaggio della cultura come Giacomo Puccini, letto superficialmente come personaggio da intrattenimento. Una critica e nel caso dell’autore quasi un’autocritica politica.

Un testo imperdibile anche per quello che ha rappresentato sebbene richieda una lettura lenta come il suo incedere e lo scorrere di una storia fatta di minuzie e non di intrecci. Ma nel tempo, anche in quello della lettura, è concentrato gran parte del significato del testo. La memoria e il tempo, la dimensione dell’interiorità come vissuto psicologico più che stato di coscienza fa ingresso nel romanzo cambiandone i connotati e assottigliando la demarcazione tra sonno-sogno e veglia-realtà. Di grande bellezza stilistica apparentemente molto semplice e quasi ingenuo dischiude a poco a poco una raffinatezza senza arguzie ed effetti speciali dove il dettaglio è la cifra dell’arte e allusione alla disgressione quale funzionamento dell’inconscio e della memoria che non procedono in modo lineare. Un anello che salda classicità e contemporaneità.

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