“Sull’amore” di Charles Bukowski

Scritto da Domenica, 17 Settembre 2017

Traduzione di Simona Viciani

Torna l’amore cantato da Bukowski con una traduzione pregevole e testo inglese a piè di pagina, maledetto, senza regole, spontaneo e con una naturalezza disarmante: il poeta sembra confessarsi a se stesso o con l’amante in un momento di intimità. Eppure improvvisamente ci sono punte di lirismo con una contraddizione che racconta bene una vita vissuta visceralmente al modo della Beat Generation. Si ritrovano tutti gli ingredienti dell’autore: la fame ingorda di vita, la trasgressione, gli eccessi tra alcool e sesso consumato senza confini, disordine e affollamento di persone e oggetti; eppure momenti inaspettati di tenerezza.

Noir nero, con un finale fosco, e purtroppo di sorprendente attualità: la banalità del male verrebbe da dire. Una scrittura elegante da romanzo, attenta allo scavo psicologico del personaggio protagonista, il commissario Bordelli, e la decisione di ritirarsi a vita privata ma non troppo nella campagna fiorentina. Un romanzo che è anche un affresco corale del Chianti amato dall’autore e della primavera del 1967 quando la città toscana era reduce dell’alluvione.

L’ultimo Camus pubblicato in vita, una nota poetica, onirica di grande bellezza narrativa, ammaliante e straniante come l’esilio al quale sono condannati i protagonisti dei racconti, tutti in scacco, senza la capacità di tornare nel regno.

“Nulla doveva sfuggire alle regole del “sopire, troncare”. Figurati la fuga di una figlia, un’onta da nascondere agli occhi del mondo, una vergogna…”

Un affresco inquietante e non edulcorato dell’America contemporanea. Questo rappresenta, nell’estrema sintesi, questo interessante volume di Joan Didion, scrittrice “cult” tra le più rappresentative degli Stati Uniti di oggi ma non conosciuta come meriterebbe, forse, nel nostro paese. Ebbene, “Nel paese del re pescatore”, questo il titolo del libro pubblicato di recente da “Il Saggiatore” di Milano (editore che nel corso degli anni ha costantemente mostrato di nutrire una particolare attenzione nei confronti della cultura e degli autori statunitensi), sembra essere un biglietto da visita in grado di ampliare in Italia la fama dell’autrice.

“Sud Oranais” di Isabelle Eberhardt

Scritto da Mercoledì, 02 Agosto 2017

Il genere è il diario di viaggio, affascinante per quel misto di sogno, di un mondo al confine del mondo, quando viaggiare era davvero un’avventura e di vita vissuta, di dura esperienza quotidiana. E’ la storia incredibile di una donna sconosciuta ai più, viaggiatrice della prima ora affascinata dall’islam nomade, il più rigoroso e “mistico”, con il gusto profondo dell’avventura e la capacità di assunzione del rischio. Morta per un incidente “del mestiere” giovanissima, la sua scrittura è scarna, incisiva e poetica come l’ambiente del deserto algerino.

TOP