Non è sempre facile poter raccontare delle vicende tragiche che colpiscono improvvisamente le famiglie. La prima reazione è una chiusura in una sofferenza vissuta nel silenzio fino a quando delle circostanza casuali contribuiscano a far affiorare, esternare i pensieri più reconditi, fornendo una motivazione e una chiave di lettura dell’accaduto. E’ quanto viene racchiuso nel libro dal titolo” Infamia” dell’autrice brasiliana Ana Maria Machado che, con visibile sensibilità, racconta la storia di due uomini che inevitabilmente si uniscono in un destino comune macchiato dall’infamia e dalla calunnia.

E’ la terza raccolta di versi di Floriana Porta - poetessa, fotografa e pittrice, nata a Torino nel 1975 – la seconda che leggo dopo “Verso altri cieli” - nella quale questa volta il mare è protagonista assoluto. Il mare è presente in tutte le composizioni, brevi e brevissime, citato o meno espressamente, quale elemento dell’ambiente naturale e ancor più della natura interiore, dimensione esistenziale e metafora del vivere, quant’anche interlocutore – quasi uno specchio dell’io, infinito e profondo come l’inconscio – con il quale la protagonista dialoga e attraverso il quale si interroga.

Una donna che ama le immagini sospese, Alessandra Zenarola, pubblica il suo terzo libro intitolato L’autunno dell’anno prima. Vive nel nord est, a Udine, ma conosce bene anche altri luoghi del Veneto e del Friuli, come della Venezia Giulia. La protagonista di questo recente romanzo ci è nata anche se, per sfuggire a un marito inutile e fedifrago, va a Roma per riunirsi alla madre portando con sé Nicole, la propria figliola. Anni prima sua sorella maggiore aveva lasciato lì tanti ricordi, prima di scegliere pure lei la fuga verso Londra. Così Roma diventa uno spazio dove esercitare l’uso della memoria, accudire la madre che sempre più spesso la perde e veder partire anche la figlia, che va a studiare in Inghilterra. Da tempo Mizia non ha notizie della sorella Andrea e decide di fare un viaggio solitario per tentare di scoprire cosa possa esserle accaduto.

“Pantera” di Stefano Benni

Scritto da Venerdì, 09 Maggio 2014

I grandi amanti di Stefano Benni non aspettavano altro che avere fra le mani un suo nuovo libro dopo una prolungata assenza dalle librerie. Benni torna e lo fa accompagnato dal bravissimo illustratore Luca Ralli.

Ci sono storie che a leggerle risuonano dentro come lampi nel cielo in tempesta, sembrano squarciare le nuvole ed è allora che l’acqua viene giù forte e limpida, l’acqua purifica ogni dolore.

Il libro mi è statto suggerito dal suo autore, singolare se la circostanza non fosse stata essa stessa curiosa. Mi è stato chiesto di condurre la serata nella quale sarà protagonista l’algerino Aziz Chaouki a Piacenza al «Festival Dal Mississipi al Po» che si terrà a fine giugno. Sono così entrata in contatto a distanza con questo expatrié musicista jazz e romanziere che ho approfittato di intervistare sulla situazione algerina, rispetto alla quale mi ha detto che le sue pagine raccontano meglio delle sue parole. Ed è stato proprio così.

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