Quando si parla di letture d'intrattenimento, di romanzi “per l'estate” - quelli che in queste settimane popolano gli scaffali delle librerie, addobbati da scritte promozionali corredate dall'immancabile ombrellone – si corre sempre il rischio di liquidare l'argomento ricorrendo alla formula della lettura gradevole, ma priva di spessore. Come se alla domanda “Che libro porto in vacanza?” si potesse rispondere solo attraverso una produzione letteraria figlia di un dio minore.
In un panorama di complessiva crisi della letteratura, la sfida dovrebbe invece essere quella di una produzione creativa di qualità capace d'interessare un ampio pubblico di lettori. Holly Goddard Jones con il suo La prossima volta ha decisamente vinto questa sfida. Un noir che rievoca – per molti – le atmosfere di Twin Peaks, ma che non si limita ad eccellere in un segmento “di genere”. La storia è avvincente e si dipana attraverso una narrazione sapientemente articolata su piani incrociati.

“Indignazione” di Henry James

Scritto da Lunedì, 29 Giugno 2015

“Oh, il ricco Mr Bender, così sicuro di sé!” gridò Crimble. “Una volta tirato fuori il denaro, la sua sicurezza diventa un motore inarrestabile! Immagino”, aggiunse, indovinando, “che si sia portato appresso quel suo velenoso libretto degli assegni”.
La donna si mostrò meno stupita ed esasperata. “Si è sentito parlare di casi simili, ma solo quando in ballo c’erano mercanti particolarmente insistenti”.
“E Mr Bender, tanto per rendergli giustizia, non è un mercante particolarmente insistente?”.
“No”, ribatté giudiziosamente Lady Grace. “Dubito fortemente che sia un mercante, penso che sia soltanto ciò che un istante fa voi stesso avete affermato di essere”.
L’uomo volse uno sguardo a qualche elemento ribelle del suo recente passato. “Un vero e appassionato amatore?”.
“Come lo siamo stati tutti nella nostra epoca felice, quando saccheggiammo l’Italia e la Spagna”.

Un noir italiano, più che un giallo. Un bel ritmo che solleva la polvere sotto il tappeto, rovescia la tesi nel suo “esatto contrario”, con uno stile incisivo, senza scivolare nel colpo di scena plateale, nell’effetto pulp o nella morbosità. Una cronaca ordinaria, domestica e per questo più sconcertante, che ci aspetteremo di leggere sui nostri quotidiani o di ascoltare ai tg. Un libro che è già una sceneggiatura: in attesa sul piccolo schermo? La non banalità di un buon libro da intrattenimento è nella prospettiva dell’autore che rende l’incontro di un giornalista con un fatto di cronaca nera che in qualche modo ha fatto parte della sua vita, un’occasione per riflettere su se stesso e uno spunto per un cammino interiore.

Un romanzo coraggioso anche se il tema non è originale e recentemente più che mai ha attraversato la letteratura e il cinema: la figura della madre e in generale la storia della famiglia, scritta all’indomani della perdita. Una scrittura piana e ritmica, una riflessione spontanea sulla forza della famiglia, luogo di energia ma anche balcone su un possibile baratro, il libro autobiografico che prende l’avvio di un romanzo, scardina la famiglia quale incarnazione della gioia più spettacolare e insieme potere distruttivo come tante altre famiglie. La scrittura diventa cammino di pacificazione e purificazione, catarsi che deve necessariamente passare dal dolore.

Ferrero è fulminato dal pensiero di essere il più scarso tra i dilettanti. Prima l’avventura conclusasi con la sparatoria in aperta campagna, finita bene solo grazie all’intercessione di chissà quale congregazione di santi, ora questa missione notturna in scooter come due dementi. A raccontarle sembrerebbe più una sceneggiatura da vaudeville. Chissà perché, invece, nei libri noir le trame riescono così perfette? Perché tutte le cose si combinano e c’è sempre un ispettore o un commissario che segue una buona pista?

La Triomphante, primo romanzo di Teresa Cremisi, la più francese delle editrici italiane – proprietaria di Flammarion (editrice tra l’altro di Michel Houellebecq) che si è dimessa ai primi di giugno dalle sue funzioni - è la sua biografia scritta con uno stile fluido e allo stesso tempo prezioso, ricco, lirico e pieno di suggestione che risente l’esperienza di lettrice colta e attenta al sentire mediterraneo. D’altronde il suo viaggio parte da Alessandria d’Egitto, attraversa più volte il mare per arrivare in Europa, nella Francia mediterranea e in Italia; fino a stabilirsi a Milano che vive da adolescente e giovane, lasciando le violenze della sua patria per incontrare poi le rivolte del ’68.

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